03/10/2026
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L’evasione fiscale affonda il Meridione

mezzogiorno italia
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Un’analisi sui 197,6 miliardi di euro sottratti ogni anno allo Stato e sulle conseguenze devastanti per sanità, diritti sociali e sviluppo del Sud

di Antonio Bianco

Basta! 
L’evasione fiscale, ogni anno, sottrae 197,6 miliardi di euro alle casse dello Stato, somma necessaria a finanziare il SSN. Tale cifra equivale a 3.350 euro sottratti alle persone, inclusi i bambini, che corrisponde al 9,2% del PIL. (SKY TG24 26 set 2026).L’evasione fiscale attraversa orizzontalmente la comunità italiana ed è composta da 2,7 milioni di lavoratori irregolari, a nero o parzialmente registrati che generano 77,2 miliardi di euro evasi, guadagnano 9,2 euro l’ora, la metà di chi ha un contratto regolare; gli affitti in nero e le mance nella ristorazione evadono 12,2 miliardi mentre i lavoratori autonomi, i professionisti, le imprese sottraggono al fisco 108,2 miliardi di euro.

È “l’esproprio” di risorse finanziarie sconosciute alla fiscalità generale che genera la concorrenza sleale, alimenta il male affare, incrementa le disuguaglianze e riduce i diritti delle persone oneste e di quelle fragili. In Italia 5 milioni di persone non si curano né fanno prevenzione, l’insufficienza di personale medico ed infermieristico sono la causa delle lunghe liste di attesa che, per incanto, si annullano se il paziente prenota la visita specialistica in intramoenia. Un moltiplicatore di ingiustizie che consentono, al piccolo e grande evasore, di usufruire di servizi pubblici gratuiti a discapito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Senza una necessaria politica di regolarizzazione del lavoro sommerso e di accertamento della veridicità delle dichiarazioni dei redditi, il percettore delle prestazioni agevolate del reddito di cittadinanza, di inclusione, delle esenzioni sanitarie, della mensa scolastica o di altre agevolazioni sottraggono, senza giusta causa, risorse finanziarie alla fiscalità generale ed alle persone in stato di bisogno. La lotta all’evasione fiscale consentirebbe la creazione di posti di lavoro stabile, di ridurre i tagli alla sanità e all’istruzione e destinare maggiori risorse per il rilancio socio-economico del Meridione ritenuta l’area maggiormente sottosviluppata dell’UE.

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