03/10/2026
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Giocare al tavolo per riscattarsi: nasce la ludoteca dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida

laboratorio giochi
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Il gioco da tavolo diventa strumento educativo e di reinserimento sociale per i ragazzi dell’IPM, grazie al progetto di Board Game Social Club e Giochi Uniti

NAPOLI – Il gioco da tavolo entra stabilmente all’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida come strumento educativo, relazionale e di reinserimento sociale. Da oggi i ragazzi ospiti della struttura possono contare su una ludoteca permanente, pensata per diventare un’attività continuativa della vita dell’Istituto e per accompagnare i giovani in un percorso di crescita, confronto e responsabilizzazione.
L’iniziativa nasce dal progetto di Board Game Social Club (BGSC), in sinergia con Giochi Uniti, che ha donato giochi ed espositori. Alla formazione dei facilitatori ha contribuito l’associazione Giocare Dentro, con il formatore ed educatore ludico Gabriele Mari.
All’inaugurazione erano presenti la direzione dell’IPM e numerose figure istituzionali: Anna Di Vaio, referente per la Giustizia riparativa del Comune di Napoli; Chiara Marciani, assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro; Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni; Paola Brunese, presidente del Tribunale per i Minorenni; Samuele Ciambriello, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania.

Paola Brunese presidente tribunale minori al tavolo con i ragazzi di Nisida
Paola Brunese presidente tribunale minori al tavolo con i ragazzi di Nisida

Un percorso iniziato in estate

La ludoteca è il risultato di una fase preparatoria avviata tra agosto e settembre: due incontri pilota (18 agosto e 8 settembre) hanno permesso ai ragazzi di avvicinarsi gradualmente ai giochi da tavolo, con titoli di difficoltà crescente. Gli operatori di BGSC hanno valutato quali giochi fossero più adatti al contesto, selezionando quelli ora disponibili nella ludoteca.
L’obiettivo è trasformare l’esperienza in un laboratorio continuativo, con presentazioni di novità, playtest e appuntamenti dedicati durante tutto l’anno.

Il gioco come strumento pedagogico

Al primo incontro ha partecipato Eleonora Ascione, dirigente di Polizia Penitenziaria e comandante del reparto dell’IPM, sedendo al tavolo con i ragazzi.
“Il gioco rappresenta uno strumento pedagogico di eccellenza – spiega – perché veicola valori come rispetto delle regole, cooperazione, capacità attentiva e strategica. Ha stimolato la mente e l’immaginazione, offrendo una temporanea evasione mentale e contrastando l’isolamento emotivo. Per raggiungere gli obiettivi del gioco è stato necessario collaborare, negoziare, pianificare e comunicare: competenze cruciali per il futuro reinserimento sociale e lavorativo”.

Il gioco come bene culturale

Per Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti, il progetto prosegue un impegno già avviato:
“Lo scorso anno abbiamo portato il gioco da tavolo nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Crediamo che il gioco da tavolo moderno sia un bene culturale e che debba arrivare anche dove l’accesso alla cultura è più difficile. Portarlo a Nisida significa assumersi una responsabilità verso il territorio e verso i ragazzi”.

Nisida come punto di partenza

Il bilancio dei primi incontri è affidato a Luca Petrucci, amministratore di BGSC:
“A Nisida abbiamo visto concretamente fin dove può arrivare il gioco: ragazzi che, incontro dopo incontro, hanno affrontato anche giochi strategici di media difficoltà. Attorno a quel tavolo non si impara solo a giocare: ci si confronta, si rispettano regole, si prendono decisioni e si condivide un’esperienza. Per noi Nisida non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza: vogliamo trasformare questa esperienza in un modello replicabile, capace di portare il valore sociale del gioco da tavolo anche in altri contesti”.

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