Da Roma a Bruxelles, gli «Strumenti del Mare» suonano la pace nel cuore dell’Europa
Quartetto Pessoa
Il Quartetto Pessoa al Parlamento Europeo: dal legno dei naufragi una musica che chiede all’Europa di scegliere l’incontro
dii Bruno Marfè
Dopo il Quirinale, il Quartetto Pessoa porta i suoi «Strumenti del Mare» nel cuore delle istituzioni europee. Il 30 settembre, quelle casse armoniche intrise di salsedine, dolore e speranza hanno varcato i confini nazionali per arrivare al Parlamento Europeo di Bruxelles. E lo hanno fatto in un tempo che pesa: anni di guerre che si moltiplicano, di frontiere che si irrigidiscono, di un Mediterraneo che continua a restituire naufragi. Proprio per questo, quella musica ha avuto il suono di una domanda rivolta all’Europa intera: da che parte vogliamo stare?
Francesco, il sultano e il coraggio di attraversare
L’invito è venuto dall’eurodeputato Marco Tarquinio, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il convegno, «Francesco d’Assisi e l’Europa. Dignità, fraternità e responsabilità nella lunga durata della storia europea e mediterranea», ha riportato al centro un uomo che, in piena epoca di Crociate, attraversò i fronti per incontrare il sultano al-Malik al-Kamil. Mentre intorno si alzavano le armi, Francesco scelse la parola. Come ha sottolineato Tarquinio, «la pace nasce dal coraggio di attraversare i confini», e di riconoscere nell’altro un interlocutore, non un nemico. Un messaggio che, oggi, suona tutt’altro che scontato.
Il legno che torna a cantare
In questa cornice il progetto «Metamorfosi», ideato da Arnoldo Mosca Mondadori con la Casa dello Spirito e delle Arti, ha trovato la sua cassa di risonanza. Gli strumenti suonati a Bruxelles nascono dal legno delle barche su cui donne, uomini e bambini hanno attraversato il Mediterraneo in fuga da guerra e povertà. Nelle mani dei detenuti del carcere di Milano-Opera, quei relitti sono stati strappati all’oblio e trasformati in strumenti di liuteria. Il legno che fu veicolo e testimone di paura diventa musica, lingua universale. Dove altri vedono scarti, relitti, numeri, qui nasce bellezza.
Meta, la seconda possibilità
Ma il progetto non vive solo nel valore simbolico. Vive nelle persone. Ne è prova Meta Ergiugen, di origine albanese, che ha accompagnato la delegazione. Alle spalle ha una storia complessa, segnata da errori commessi da minorenne; oggi lavora come liutaio e insegna a costruire violini in Conservatorio. Incontrando la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, cui è stato mostrato il «Violino del Mare», Meta ha ricordato alle istituzioni una verità che nessuna politica dovrebbe dimenticare: a tutti va garantita una seconda possibilità, per amare la vita fino in fondo e donare al mondo la propria bellezza.
Dalla paura all’incontro
A dare voce a tutto questo è stata la musica. Il Quartetto Pessoa, con Marco Quaranta e Rita Gucci ai violini, Achille Taddeo alla viola e Marco Simonacci al violoncello, insieme alla voce e al pianoforte di Tommaso Quaranta, ha trasformato la sala del Parlamento in un luogo di ascolto e di incontro. Quelle note hanno reso evidente il passaggio che Francesco compì ottocento anni fa e che l’Europa di oggi è chiamata a ripetere: dalla paura all’incontro, dall’ostilità alla parola condivisa.
La missione degli «Strumenti del Mare» continua. E ci ricorda che, anche partendo dalle condizioni più terribili, attraverso l’arte e l’umanità c’è sempre spazio per una metamorfosi. Sta a noi, adesso, decidere se ascoltarla.
