IA, social ed emergenza educativa: il dibattito Sciannimanica–Siani conquista Palazzo Reale
Bartolomeo Sciannimanica e Paolo Siani
Grande partecipazione a Napoli, al Campania Libri Festival, per il dibattito su “Intelligenza Artificiale e benessere digitale”, con la presentazione dei volumi “Cicero in foro” e “Benessere digitale”, entrambi editi da Giannini Editore
NAPOLI – Si è svolto con un grande riscontro di pubblico e di interesse l’incontro dal titolo “Intervista sull’IA e Benessere Digitale”, inserito nel programma della nuova edizione del Campania Libri Festival. Diversi i temi affrontati nel corso della serata: dall’uso responsabile delle nuove tecnologie all’emergenza dell’abuso dei social nella cronaca recente, passando per la responsabilità civica e la forte necessità di una nuova alleanza educativa tra famiglie, scuola e istituzioni. L’evento, introdotto dai saluti dell’editrice Giulia Giannini, è stato condotto con maestria dalla giornalista, scrittrice e direttrice del Premio Elsa Morante, Tiuna Notarbartolo, ed è stato arricchito dai preziosi contributi della giornalista Rai Lilly Viccaro Theo e di Margherita Siniscalchi, Presidente della Commissione Scuola e Politiche Giovanili della Municipalità 5 di Napoli. Al centro del dibattito, le riflessioni emerse dalle due opere pubblicate da Giannini Editore.


L’ingegnere e saggista Bartolomeo Sciannimanica, autore di Cicero in foro, ha chiarito come il progresso tecnologico non possa prescindere dalla conoscenza e dal senso civico: “La complessità del presente si affronta attraverso la competenza e la conoscenza, principi cardine per sviluppare un proprio pensiero critico e una maggiore consapevolezza – ha dichiarato Sciannimanica -.” Da ingegnere, l’autore ha precisato che l’IA non può essere definita una vera intelligenza, bensì un potente strumento di elaborazione. Evidenziando i rischi di un uso improprio, ha aggiunto una forte metafora: “L’IA non deve e non può sostituirsi al pensiero umano. Come un coltello, che se usato per affettare il pane ha uno scopo nobile, ma può anche servire per uccidere, tutto dipende dall’uso che ne fa l’essere umano”. All’analisi dell’ingegner Sciannimanica si è ricollegato Paolo Siani, autore di Benessere digitale il quale ha ribadito come l’informazione sia la chiave fondamentale per un uso consapevole e appropriato dei dispositivi digitali. “Non serve a nulla vietare lo smartphone ai ragazzi, perché il mondo evolve e continuerà a farlo – ha osservato il pediatra -. Ciò che occorre è una corretta educazione all’uso, un percorso guida che deve vedere protagoniste in primis le famiglie, ma anche la scuola e l’intero territorio”.
Di straordinaria attualità l’analisi della giornalista Rai Lilly Viccaro Theo, che ha richiamato l’attenzione sui troppi fatti di cronaca drammatici e paradossali legati a un uso “malato” dei social media: dal recente caso del ragazzo di 13 anni di una scuola media di Roma, che ha condiviso il countdown sui social prima di aggredire la propria insegnante, fino ai filmati di rivolte all’interno del carcere di Pisa trasmessi su TikTok. Episodi in cui l’atto violento viene pianificato in funzione dell’audience digitale, perdendo agli occhi di chi lo commette la sua gravità intrinseca per ricercare unicamente la validazione o l’effetto shock in rete.
In conclusione, Margherita Siniscalchi ha ribadito l’importanza di responsabilizzare cittadini e ragazzi su strumenti digitali che sono ormai parte integrante della nostra quotidianità: “Le nuove tecnologie non vanno demonizzate, ma occorre investire sempre più nelle scuole, a partire da quelle dell’infanzia, per formare ragazzi e adulti consapevoli e non violenti”.
L’incontro si è concluso tra gli applausi della sala, un vivace dibattito con i presenti e il consueto firma-copie degli autori.






