03/10/2026
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L’urlo silenzioso di Cuba: il dramma di un popolo tra blackout, sanzioni e dignità

L'urlo silenzioso di Cuba: il dramma di un popolo tra blackout, sanzioni e dignità
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Dal racconto di Laura Boldrini, condiviso con amici e ora reso pubblico su sua autorizzazione: un viaggio tra le difficoltà quotidiane, gli incontri istituzionali e la carovana di solidarietà concreta della campagna “Energia per la vita”.

di Bruno Marfé

L’AVANA — La vita quotidiana come un vero e proprio percorso a ostacoli, fatto di privazioni estreme, silenzi irreali e una resistenza che sfida l’impossibile. È questo il quadro drammatico e toccante che emerge dal racconto di Laura Boldrini, in missione a Cuba con una delegazione di circa 50 persone — composta da parlamentari del PD e del M5S, amministratori locali, associazioni, sindacati e giornalisti. Laura ha condiviso le sue impressioni a caldo in un messaggio agli amici, che oggi, con il suo consenso, raccolgo e riporto in questo articolo.

La spedizione, che rientra nell’ultima tranche della campagna “Energia per la vita” (promossa da Arci, Anpi, Cgil, Nexus e Associazione Amicizia Italia-Cuba), ha portato sull’isola circa 500 kg di medicinali e materiale scolastico, oltre a pannelli solari e attrezzature per la produzione di energia — un carico prezioso per un paese duramente provato, reduce anche dal blocco del petrolio imposto dagli Stati Uniti.

Un paese al buio e senz’acqua

La fotografia descritta da Laura Boldrini non lascia spazio a interpretazioni. L’Avana appare oggi, nelle sue parole, “irriconoscibile, una città spettrale, senza traffico e al buio”.
Secondo la testimonianza della delegazione, la crisi energetica e strutturale morde duramente ogni minuto della giornata:

  • Elettricità: appena 3 ore di luce al giorno a disposizione dei cittadini.
  • Risorse idriche: solo 5 ore di acqua giornaliere.
  • Servizi essenziali: immondizie abbandonate lungo le strade e l’assenza della musica che da sempre anima le piazze cubane.
  • Beni di prima necessità: una cronica e grave carenza di alimenti, carburante e medicinali.

Si tratta di cifre riportate dalla delegazione stessa, non verificate in modo indipendente, ma che restituiscono comunque la percezione diretta di chi si è trovato sul posto.

Il quadro delle istituzioni e delle Nazioni Unite

Durante la visita, la delegazione ha avuto modo di confrontarsi su più livelli per comprendere la portata della crisi. Da un lato l’incontro con le agenzie delle Nazioni Unite, che secondo Boldrini ha restituito un profilo devastante della situazione umanitaria. Dall’altro il confronto diretto con le massime istituzioni locali, tra cui il presidente della Repubblica Miguel Díaz-Canel e la vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Poter Popolare, Ana María Mari Machado.
«Ci hanno parlato con grande dignità delle riforme economiche che stanno intraprendendo, con una forte attenzione alle ripercussioni sociali, ma che senza risorse stentano a decollare», sottolinea la nostra parlamentare.

La scuola, l’ospedale e la catena di solidarietà

In questo scenario di estrema difficoltà, la missione non si è limitata all’ascolto, ma si è tradotta in un gesto concreto di vicinanza. La delegazione ha visitato una scuola priva di acqua ed elettricità e un ospedale locale, a cui sono stati consegnati gli aiuti umanitari trasportati nelle valigie dai partecipanti.
Un aiuto che, come riconoscono gli stessi promotori, non può risolvere strutturalmente la crisi, ma rappresenta un segnale tangibile di vicinanza di fronte alla sofferenza.

Le sanzioni come “bombe silenziose”: la lettura politica di Boldrini

Il racconto si chiude con una riflessione politica netta sulla linea internazionale adottata dagli Stati Uniti, puntando il dito contro l’impatto delle misure restrittive e il blocco petrolifero. Laura parla di “bombe che non fanno rumore ma che esplodono nella vita delle persone”, definendo la strategia sanzionatoria una politica basata sulla legge del più forte, disposta — a suo giudizio — a logorare un intero popolo pur di piegare un governo.
Va detto che questa lettura riflette la posizione della delegazione e dei promotori della campagna; altre analisi attribuiscono un peso significativo anche a fattori economici interni cubani, un elemento che il racconto di Boldrini non affronta.
«Stare qui, parlamentari, amministratori locali, sindacato e società civile insieme, vuol dire fare la cosa giusta e contrastare questa ulteriore aberrazione», conclude Laura, ribadendo l’importanza di esserci, di manifestare solidarietà e di non voltarsi dall’altra parte.

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