Napoli: #zeromimose al Caffè Gambrinus per una riflessione sulla giornata internazionale della donna
di Marianastasia Lettieri
Napoli – Presso il Gran Caffè Gambrinus in occasione della giornata internazionale della donna si è tenuta una sfilata-intervista di grandi personalità che si sono distinte in vari settori: istituzionale, sociale, culturale, politico, sportivo, imprenditoriale, etc.
L’iniziativa #zeromimose intrapresa dagli avvocati Alessandra Clemente, consigliera comunale di Napoli e presidente della Fondazione Silvia Ruotolo e Angelo Melone, Console del Congo e presidente dell’istituto per la Cultura Euromediterranea
ha acceso un faro sul significato di questo giorno, che non può ridursi al dono di una mimosa, fiore simbolo.
Il parterre quasi tutto al femminile è stato intervistato, con il coordinamento del giornalista Vito Francesco Paglia e con l’aiuto di docenti, dalla redazione dei Juniores dell’istituto Belvedere di Napoli.
Durante i racconti di vita per mantenere viva l’attenzione sul corpo della donna il body painter Alessandro Ciambrone ha dipinto una modella come se fosse una tela.
Una provocazione la scelta di trattare la donna come tela , ma con un intento profondo: fare sprigionare la bellezza interiore affinché possa attirare l’occhio di chi guarda sul delicato tema della posizione della donna in società.
Le protagoniste delle vite raccontate sono state omaggiate con una pergamena di partecipazione, con una serie limitata di ceramica di Capodimonte finemente decorata dall’artista Ciambrone e con una piccola scatola recante un tulipano.
Il caffè Gambrinus ha coccolato le sue ospiti con dei pasticcini e con la presentazione del cocktail “Matilda” ideato da Massimiliano Rosati per ricordare la scrittrice e giornalista Matilde Serao prima donna ad aver fondato e diretto il Corriere di Roma, poi il Mattino ed in seguito il Giorno; lungo la cui scia molte donne si pongono al timone dell’editoria e della comunicazione.
Per augurare una buona sorte a tutte le donne, la fondazione Silvia Ruotolo ha donato “ó Ciortino” un biscotto a mo’ di corno napoletano per scongiurare ogni forma di mala sorte e propiziare vita, salute ma soprattutto benessere a tutte le donne dell’umanità.
Non è scontata la vita, nonostante rappresenti un diritto naturale per ogni essere umano, troppo spesso viene stroncata da violenza, calunnie ma soprattutto irretita dai pregiudizi.
Dalle origini la donna è sempre stata vista come “angelo del focolare” nell’evoluzione dei tempi ogni suo tentativo d’emancipazione più e più volte ostacolato, forse, anche riprendendo un’intuizione del filosofo Giuseppe Limone, per timore.
Non c’è alcuna ragione di temere se si guarda all’umanità con gli occhi dell’amore.
Incantevole l’intervento conclusivo del docente di filosofia politica e del diritto Giuseppe Limone che ha evocato come repertorio artistico il Mosè del Michelangelo e il Cristo Velato del panorama Partenopeo per una riflessione dal fuori al dentro sulla donna, che integra la complessità degli sguardi maschile e femminile.
Il filosofo poi fondendo attualità, filosofia e fisica, per un’esperienza olistica del sapere, ha ripreso la centralità del corpo della donna per svestirla dell’involucro così da esortare una riflessione sul cosmico stato di “energia” che non reca alcuna divisione tra uomo e donna.

