10/03/2026
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Ospedale Pellegrini Vecchio: il drappello di polizia apre alle 7.00 e chiude all’una di notte

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di Antonio Bianco

Napoli – I medici scappano dal pronto soccorso e dalle terapie intensive, oltre 5 mila borse di specializzazione restano vuote su circa 30 mila bandite negli anni 2021/2022. Una fuga inarrestabile, giustificata dal fatto che i giovani medici si indirizzano verso le specializzazioni che garantiscono uno sbocco nella professione privata.

Le terapie intensive ed il pronto soccorso erano la prima linea nel contrasto al Covid, i medici, con gli infermieri, erano degli eroi per i turni massacranti, poi terminata la “guerra” sono stati dimenticati senza che fossero stati sciolti i nodi dolenti della sanità campana. La denuncia arriva dall’Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici, preoccupati del fatto che la mancanza degli specialisti ed il numero chiuso per l’iscrizione a medicina, allungherà, oltre misura, le già infinite liste di attesa. Inoltre il sindacato denuncia le ripetute aggressioni subite dal personale del pronto soccorso degli ospedali campani da parte dei familiari dei pazienti che arrivano in condizioni gravissime.

Nei primi giorni di marzo del c.a. è stato istituito nel Ospedale Pellegrini Vecchi, il drappello di polizia, dotato di un solo agente che termina il suo turno all’una di notte e riprende alle 7 del mattino, orario durante il quale il personale, più volte, ha subito le aggressioni da parte dei familiari dei pazienti (Repubblica, 6 marzo 2023, Dario Del Porto).  La carenza dei medici si interseca con quelli di Medicina Generale (MMG) e dei Pediatra di libera Scelta (PLS).

Molti comuni italiani sono privi del medico di famiglia. È di questi giorni la denuncia di Francesco Munno, sindaco del comune di Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, che ha scritto al Prefetto, all’Asl, alla Regione e per conoscenza alla Procura della Repubblica ed ha rappresentato la mancanza del MMG per i circa 3500 pazienti del suo comune e della rinuncia dell’ultimo professionista nominato dall’Asl. I medici lamentano la scarsità di ore, la precarietà e la distanza dalla sede rispetto al luogo di residenza. La sanità dovrebbe essere una delle gambe, insieme all’istruzione, che fanno correre il paese, se ne azzoppiamo una mentre l’altra è claudicante, siamo una comunità che non cura i più fragili e li abbandona al loro ingrato destino.

fonte immagine: cronache della campania

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