Un Santo Stefano differente
Appunti di viaggio tra Jurerê e Canasvieiras, dove il mare brasiliano incontra Napoli.
di Bruno Marfé
Da qualche anno a questa parte, le mie festività natalizie e di Capodanno non profumano più di inverno europeo. Le trascorro in Brasile, per riunirmi con la famiglia di mia moglie e per ritrovare un’atmosfera diversa, più luminosa. Quest’anno, la meta scelta è Santa Catarina, e in particolare Florianópolis, un’isola che riesce a combinare natura, mare e una scena gastronomica in continua evoluzione.
Il 26 dicembre qui non è il nostro Santo Stefano festivo. È un giorno come gli altri di piena estate. Così decidiamo di iniziare la giornata sulle spiagge di Jurerê, con i suoi lunghi arenili, le acque tranquille e quell’atmosfera ordinata e rilassata che rende questa zona così amata. Dopo un po’ di mare e momenti di puro relax, ci spostiamo per il pranzo nella vicina Canasvieiras, a pochi minuti ma con un’anima più genuina e popolare.
Spesso considerata una località esclusivamente turistica, Canasvieiras ha in realtà un fascino autentico: è viva, vibrante e a pochi passi dal dinamismo di Jurerê. Qui ci lasciamo guidare dalla bussola digitale di Google e veniamo attratti da un nome che brilla per le numerose recensioni positive: Casa de Praia by Chef Matheus.
Un’accoglienza che racconta una storia
All’ingresso del ristorante, un cartello in legno recita:
“Se você está aqui é porque faz parte da nossa história” (Se sei qui è perché fai parte della nostra storia).
Non è solo una frase di cortesia. L’ambiente è luminoso, con pareti gialle, legno caldo e dettagli che richiamano il mare. Una tavola da surf appesa al muro, decorata con un polpo artistico, diventa quasi un simbolo: qui la cucina trae ispirazione dall’oceano e dalla terra. Il servizio è informale ma curato, sorridente e capace di metterti subito a tuo agio. Optiamo per il Peixe Grelhado com Purê. Il pesce (anchova: peixe marinho de corpo alongado e cor prateada, apreciado na culinária por seu sabor marcante e versatilidade, podendo ser frita, assada, grelhada ou consumida em conserva… praticamente le nostre alici) è grigliato con maestria, succulento e pulito, accompagnato da un purè di batata baroa (o mandioquiña), un ingrediente pregiato della cucina brasiliana, dalla consistenza vellutata e dal sapore delicato e nocciolato. Pomodorini ciliegini e rucola fresca completano il piatto con una nota di acidità e un leggero pizzico di piccantezza. È una cucina che sembra semplice, ma è pensata per esaltare la qualità degli ingredienti, perfetta per una giornata estiva. Da bere, una birra artigianale locale, fresca e in perfetta sintonia con il piatto. Il dessert chiude il pranzo senza fronzoli: Pastéis alla Nutella, croccanti e deliziosi, capaci di trasformare un iconico street food in un dolce di fine pasto riuscito.
Dopo pranzo, restiamo a Canasvieiras, passeggiando per le strade del centro, un vero e proprio shopping a cielo aperto, tra negozi, vetrine e il ritmo lento del tardo pomeriggio estivo. La giornata si conclude con un gelato alla Sorveteria Napoli.
Ed è proprio qui che il viaggio trova la sua essenza. Perché il legame tra Napoli e il Brasile non è una novità, né è solo di natura emotiva: affonda le sue radici quasi due secoli fa, con Teresa Cristina di Borbone, napoletana divenuta imperatrice del Brasile. Da allora, quel filo invisibile continua a riemergere, intrecciato di mare, convivialità e sapori popolari che si trasformano in cultura. Cambiano le latitudini, ma il modo di vivere – e di stare a tavola – resta sorprendentemente simile.



