Microplastiche e PFAS: la doppia minaccia silenziosa alla salute e alla fertilità umana
immagine dal web
di Bruno Marfé
La presenza di microplastiche e sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel corpo umano non è più un’ipotesi remota, ma una realtà scientificamente documentata. Due fenomeni distinti ma interconnessi che, secondo un numero crescente di esperti, rappresentano una delle emergenze sanitarie più sottovalutate del nostro tempo.
Il grido d’allarme di Luigi Montano
Qualche tempo fa, sulle pagine del Magazine Informare, con l’amica Sara Ramondino avevo raccolto le parole accorate del Dott. Luigi Montano, urologo di Acerra ed esperto di salute ambientale e riproduttiva. Nell’intervista, Montano aveva lanciato un monito chiaro: «L’infertilità non è più un problema individuale, ma una vera e propria crisi di salute pubblica».
La sua preoccupazione era netta: la fertilità della popolazione europea e italiana sta calando in modo drammatico, e dietro questo fenomeno si celano agenti esterni che incidono profondamente sul nostro equilibrio biologico. Tra questi, Montano aveva già indicato un sospetto che oggi trova conferma scientifica: le microplastiche.
Le prove scientifiche: microplastiche nei liquidi riproduttivi
Recenti indagini dell’Università di Catania, condotte dalla Prof.ssa Gea Oliveri Conti e dalla Prof.ssa Margherita Ferrante, presentate nel corso della trasmissione PresaDiretta, hanno dimostrato che le microplastiche sono presenti nel liquido follicolare femminile, ovvero nel fluido che circonda l’ovulo, e perfino nel liquido spermatico maschile. Questi dati segnano una svolta: non si tratta più di ipotesi, ma di prove dirette dell’infiltrazione delle microplastiche nei nostri sistemi biologici.
La Prof.ssa Oliveri Conti ha spiegato che l’aumento della concentrazione di microplastiche provoca una vera e propria “interferenza endocrina”, cioè un’alterazione del delicato equilibrio ormonale che regola la maturazione degli ovuli e la produzione degli spermatozoi. Il risultato è un indebolimento della fertilità, che colpisce indistintamente entrambi i sessi.
Le microplastiche più rilevate
Gli studi catanesi hanno individuato in particolare particelle di polietilene (PE) e polipropilene (PP), tra le plastiche più comuni negli imballaggi e nei contenitori alimentari. Ma a livello globale altre tipologie sono state frequentemente riscontrate nei tessuti umani:
- **Polietilene tereftalato (PET)** – tipico delle bottiglie in plastica.
- **Polistirene (PS)** – presente in imballaggi e stoviglie monouso.
- **PVC (cloruro di polivinile)** – usato in tubature, rivestimenti e materiali edilizi.
Si tratta di materiali di uso quotidiano, che finiscono per accumularsi nell’ambiente e poi, inevitabilmente, nel nostro organismo. Il loro ritrovamento in fluidi così intimi e cruciali per la riproduzione dimostra quanto il fenomeno sia invasivo e pericoloso.
L’altra minaccia invisibile: PFAS e salute pubblica
Parallelamente, cresce l’allarme per i PFAS, sostanze chimiche utilizzate per decenni in processi industriali e prodotti di consumo. Definite “inquinanti eterni” per la loro capacità di persistere nell’ambiente e nel corpo umano, sono associate a gravi rischi per la salute: disturbi endocrini, problemi alla fertilità, tumori, patologie cardiovascolari e metaboliche.
Le autorità sanitarie europee hanno iniziato a fissare limiti più severi per la loro presenza nell’acqua potabile, ma l’esposizione cumulativa resta altissima e diffusa. Le PFAS agiscono in sinergia con altri inquinanti, amplificando l’effetto tossico e infiammatorio sull’organismo.
Infiammazione cronica e nuove patologie
Il progetto di ricerca PLASTICROON ha evidenziato come l’impatto delle microplastiche vada ben oltre la sfera riproduttiva. Le particelle plastiche scatenano un potente effetto infiammatorio cronico, considerato uno dei principali terreni di sviluppo per diverse patologie moderne:
- Infiammazioni intestinali croniche e cancro del colon-retto.
- Patologie neurodegenerative.
- Fattori di rischio per tumori, obesità e malattie cardiovascolari.
Come sottolinea la Prof.ssa Ferrante, le microplastiche sono “dannose” perché agiscono come una miccia costante, capace di mantenere l’organismo in uno stato infiammatorio cronico. Un pericolo silenzioso, che contribuisce a molte delle malattie più diffuse e temute della nostra epoca.
Una sfida sanitaria e sociale globale
L’allarme lanciato dal Dott. Montano trova oggi solide conferme scientifiche: le microplastiche e le PFAS non sono solo un problema ambientale, ma una minaccia diretta alla salute umana e alla capacità riproduttiva delle nuove generazioni.
La lotta contro questi inquinanti non è una questione ideologica o ambientalista, ma una battaglia per la sopravvivenza biologica e sociale dell’umanità. Servono interventi strutturali, ricerca scientifica indipendente e una presa di coscienza collettiva per invertire una rotta che rischia di compromettere il futuro stesso della specie umana.
Per rileggere l’intervista integrale al Dott. Luigi Montano:
Allarme Fertilità – il parere del Dott. Luigi Montano
