Ricreare la connessione tra i bisogni degli anastasiani e le Istituzioni
Mariano Caserta
di Antonio Bianco
Le elezioni comunali di Sant’Anastasia sono dietro le spalle, Mariano Caserta e le otto liste che lo affiancavano hanno vinto al primo turno relegando l’ex sindaco, Carmine Esposito, nei banchi dell’opposizione. La vittoria è stata netta, senza appello, nei cinque anni dall’amministrazione precedente pochi sono stati i cambiamenti di un territorio con grandi potenzialità rappresentate dal Santuario della Madonna dell’Arco, inserito nel circuito delle “sette sorelle” dei santuari mariani campani, e dalla peculiarità della gastronomia anastasiana che offre prodotti tipici quali: il capretto, l’agnello, lo stoccafisso, il piennolo di pomodori ed il liquore di noci, il nocillo. Il connubio tra il sacro e il profano, già sperimentato con successo nel Meridione, avrebbe potuto essere un potente volano per lo sviluppo socio-economico del territorio oramai afflitto dalla chiusura delle attività commerciali e dall’emigrazione di 1855 persone che dal 31 dicembre 2001 al 31 dicembre 2024 si sono trasferite nel Nord Italia o in Europa. Spopolamento che interessa l’intero Mezzogiorno con l’emigrazione negli ultimi anni di circa 1 milione di persone fra giovani e genitori che hanno seguito i loro figli.
È tempo di pensare al futuro senza volgere lo sguardo al passato, il sindaco Mariano Caserta dovrà ricreare la connessione tra i bisogni degli anastasiani e le Istituzioni diversamente saranno due entità separate che si incontreranno solo per il rinnovo del consiglio comunale.
