17/06/2026
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Napoli, il 29 maggio “Una Cosa di Sinistra” apre il dibattito sulla sicurezza

Una cosa di Sinistra dibattito
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di Silvio Di Mare

NAPOLI – Chi ha detto che la sicurezza debba essere un tema esclusivo della destra? È da questa domanda che ha preso avvio l’assemblea pubblica organizzata dal movimento “Una Cosa di Sinistra”, tenutasi il 29 maggio presso A’Mbasciata, in via Benedetto Croce, nel centro storico di Napoli.
L’incontro ha riunito associazioni, rappresentanti del mondo studentesco, sindacalisti e attivisti con l’obiettivo di discutere una visione alternativa della sicurezza urbana. 
Secondo gli organizzatori, il tema non può essere affrontato esclusivamente attraverso strumenti repressivi, ma deve essere inserito in una più ampia riflessione sul progresso sociale e sulle condizioni di vita delle persone.
Tra gli ospiti intervenuti figuravano rappresentanti di Prime Minister, del Laboratorio di riscossa secondiglianese, del Comitato Periferie Unite, dell’Unione degli Universitari di Napoli, il sindacalista di polizia Salvatore Danese e la consigliera comunale Alessandra Clemente.
Durante il dibattito è stato sottolineato come, negli ultimi anni, la questione della sicurezza sia stata spesso monopolizzata dal confronto politico tra destra e sinistra. 
Per gli organizzatori, tuttavia, la sicurezza non coincide soltanto con un aumento delle misure repressive, ma passa anche attraverso investimenti nelle periferie, nella cultura, nei servizi pubblici, nelle politiche giovanili e nella lotta alla precarietà e allo sfruttamento.
Infatti, le varie persone intervenute hanno dichiarato che, per la sinistra, la sicurezza non può essere ridotta a un semplice aumento delle telecamere di sorveglianza, ma richiede interventi volti soprattutto alla prevenzione del reato. È necessario indagare sulle cause che spingono le persone, e in particolare i giovani, a commettere determinati reati.
L’assemblea si è svolta in una giornata segnata anche dalle proteste dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato, richiamate dagli intervenuti come esempio delle difficoltà sociali e lavorative che attraversano il Paese. Da qui la convinzione che il tema della sicurezza debba essere affrontato partendo dalle condizioni materiali delle comunità e dalla costruzione di opportunità sociali ed economiche.
L’evento si è concluso con un confronto aperto tra relatori e pubblico, confermando la volontà del movimento di proseguire il dibattito su temi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini napoletani. Per gli organizzatori, la sfida è quella di riportare al centro dell’agenda politica una concezione della sicurezza fondata non soltanto sul controllo e sulla repressione, ma anche sull’inclusione sociale e sul rafforzamento del tessuto comunitario.

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