12/10/2026
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Il Brasile al bivio: due visioni opposte per il futuro del Paese

Il Brasile al Bivio: Due Visioni Opposte per il Futuro del Paese
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Primo turno 4 ottobre 2026: Flávio Bolsonaro 47,03% (56.104.503 voti), Lula 45,16% (53.879.538 voti). Ballottaggio il 25 ottobre e reazioni dei mercati esteri

di Bruno Marfé

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane ha consegnato l’immagine di una nazione tagliata esattamente a metà. Con il 100% delle sezioni scrutinate (dati TSE riportati da Poder360 e agenzie internazionali), Flávio Bolsonaro (PL) al 47,03% e il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) al 45,16%, il Brasile si prepara a un ballottaggio previsto per il 25 ottobre 2026. La sfida rappresenta più di una scelta elettorale: è il riflesso di due idee di società contrapposte.

L’onda conservatrice e l’eredità politica

Il dato politico ineludibile è il consolidamento dell’elettorato conservatore attorno a Flávio Bolsonaro. Il suo 47,03% dimostra che il bolsonarismo non si è esaurito con le vicende giudiziarie del padre, Jair Bolsonaro, condannato nel 2025 per tentato sovvertimento, ma si è riorganizzato trovando un nuovo baricentro.
La piattaforma di Flávio Bolsonaro si fonda su messaggi di rottura e su un appello ai valori tradizionali. Le proposte, dall’abbassamento dell’età per l’imputabilità penale a riforme economiche orientate alla deregolamentazione e alla revisione dei vincoli costituzionali per la spesa pubblica, intercettano il malcontento di chi chiede maggiore sicurezza e un ridimensionamento del ruolo dello Stato. A questo si aggiunge il richiamo all’identità cristiana, fattore di peso in un Paese dove le chiese evangeliche hanno un peso demografico e politico crescente.
La candidatura porta con sé un’eredità discussa: le promesse di amnistia per i responsabili dei disordini dell’8 gennaio 2023 e la possibile grazia per il padre rappresentano per i sostenitori una rivendicazione di giustizia politica, mentre per i detrattori e per parte degli osservatori internazionali sono lette come un tema sensibile per la tenuta istituzionale.

La difesa delle istituzioni e le sfide del welfare

Luiz Inácio Lula da Silva affronta la sfida più complessa della sua lunga carriera. Il presidente uscente ha impostato la campagna come garante della stabilità democratica e della continuità dei diritti sociali. Il suo bacino si fonda sulle fasce che hanno beneficiato dei programmi di welfare come il Bolsa Família.
Sul piano internazionale, Lula ha cercato di riposizionare il Brasile come attore diplomatico indipendente, mantenendo posizioni di non allineamento. Il secondo posto al primo turno indica però che i risultati del passato non sono bastati a blindare la rielezione. L’elettorato appare segnato dalle dinamiche economiche globali, dall’inflazione e da una spinta al cambiamento espressa dalle classi medie e imprenditoriali.

La reazione dei mercati esteri

Un dato fattuale verificato dopo il voto riguarda i fondi esteri legati al Brasile. Secondo quanto riportato da Poder360, g1 Economia e BPA Channel il 5 ottobre 2026, l’ETF EWZ (iShares MSCI Brazil) quotato a New York, che replica l’andamento delle azioni brasiliane, ha registrato un’impennata nell’after-hours.
Il fondo aveva chiuso la seduta regolare a 38,19 dollari USA (+2,83%) ed è stato scambiato a circa 42,00-42,06 dollari con un rialzo di circa il 9,98%-10,16% nell’after-hours. A Tokyo, il NEXT FUNDS Ibovespa Linked ETF (codice 1325) ha chiuso la seduta del 5 ottobre a 331 yen con un rialzo del 12,32%.
La stessa dinamica è confermata da Reuters e dalla stampa finanziaria internazionale, che segnalano per EWZ un balzo di oltre l’11% nel pre-market e il superamento dei massimi da febbraio 2020, e per l’indice Bovespa l’avvio verso il maggiore rialzo giornaliero da marzo 2020. Gli analisti citati collegano il movimento a aspettative di maggiore disciplina fiscale e di contenimento del debito pubblico (82,5% del PIL ad agosto, secondo la Banca Centrale brasiliana), senza che ciò costituisca di per sé un giudizio di valore sulla competizione elettorale.

L’ago della bilancia

Nelle prossime tre settimane la partita si giocherà fuori dalle roccaforti dei due leader. Circa l’8% dei voti è andato a candidati minori e resta un bacino di astenuti e schede nulle da convincere.
Per vincere, Flávio Bolsonaro dovrà rassicurare i settori moderati dell’economia e le istituzioni che temono strappi costituzionali, dimostrando di poter governare senza discontinuità radicali. Lula, dal canto suo, dovrà ampliare la coalizione, smussare i toni della sinistra radicale e proporre un’agenda economica capace di attrarre il centro, senza alienare la base popolare.
Il 25 ottobre il Brasile non deciderà solo chi siederà al Palácio do Planalto, ma quale architettura sociale, economica e istituzionale guiderà la più grande democrazia dell’America Latina. Un voto che, in un mondo polarizzato, avrà ripercussioni oltre i confini del Sudamerica.

Fonti e citazioni

Fonti verificate al 5 ottobre 2026: TSE per risultati 47,03% (56.104.503 voti) e 45,16% (53.879.538 voti); Poder360 / g1 Economia / BPA Channel “Após liderança de Flávio, fundos que acompanham a bolsa brasileira disparam no exterior” 05/10/2026 (EWZ 38,19 USD chiusura, 42 USD +9,98% after-hours, Tokyo 1325 +12,32%); Reuters “Brazil benchmark stock index soars” e MarketWatch / Investors.com per EWZ +11% pre-market; WSJ e Bloomberg Línea per debito pubblico 82,5% PIL. 

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