I teatranti della politica ci fanno impiccare alla stessa fune
di Antonio Bianco
La campagna elettorale mette a confronto i leader dei partiti, sodali nel governo Draghi, oggi avversari che si contendono con il coltello fra i denti il voto degli indecisi. L’esempio è fornito dalla ministra Carfagna, transfuga di Forza Italia, candidata nella formazione di Calenda, che attacca frontalmente Salvini e lo sollecita a fornire risposte, chiare ed univoche, sull’impegno assunto nel PNRR di dotare di moderne infrastrutture il Mezzogiorno.
La Lega nicchia, sogna la vittoria nelle elezioni di settembre e apertamente punta alla messa in atto del regionalismo differenziato senza che nessuno della maggioranza di governo, inclusa la Carfagna o l’opposizione, impersonata fittiziamente dalla Meloni, abbia contrastato la volontà della Lega. Tale riforma, non solo renderà irreversibili le differenze socio-economiche tra le due macro aree, ma dividerà il Paese tramutando il Meridione in una riserva indiana priva di servizi ed abbandonata, ogni anno, da 100 mila giovani in cerca di lavoro.
La Carfagna deve gettate la maschera, oggi è candidata con la Gelmini, sponsor nel governo Draghi del regionalismo differenziato, impersona nel teatrino della politica il personaggio che difende i deboli. In realtà vuole carpire il voto dell’elettore, colpevolmente disinformato, che, da 20 anni, assiste alla crescita esponenziale dei profitti delle oligarchie ed alla compressione dei diritti con la riduzione del potere d’acquisto. In Italia è aumentata la povertà assoluta delle famiglie, in particolar modo con i figli, che è del 9,4% nel Meridione (7,4% al Nord, 5,7% al Centro) e 1,3 milioni di minori sono in povertà assoluta (13,5%) (report ISTAT anno 2020). Si tenga conto che, nel Meridione, il reddito è la metà e la disoccupazione è doppia rispetto al Nord (rapporto Svimez). È inutile e fuorviante il richiamo all’unità e alla coesione territoriale, tante volte evocata dal Presidente Mattarella, nelle manifestazioni ufficiali della Repubblica. Occorre smascherare i teatranti della politica, il voto utile ha condotto il Paese alla rovina, è ora di non impiccarci alla solita fune.
