29/04/2026
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Zoe Trinchero, uccisa e gettata in un corso d’acqua

Zoe Trinchero

Zoe Trinchero

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Il killer di 19 anni cerca di depistare le indagini addossando la colpa a un ragazzo di etnia africana.

di Silvio Di Mare

Zoe Trinchero era una ragazza di soli 17 anni, residente a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. Nella notte tra venerdì 6 febbraio e sabato 7 febbraio, il suo corpo è stato ritrovato senza vita dai suoi amici in un corso d’acqua chiamato Rio Nizza. Il cadavere presentava segni di violenza e di percosse

Lo stesso sabato 7 febbraio, la polizia ha fermato Alex Manna, un ragazzo di 19 anni e conoscente della vittima.

Secondo le ricostruzioni, la sera del 6 febbraio, Zoe era uscita con i suoi amici dopo aver finito di lavorare al bar. 

 Il gruppo si sarebbe fermato in un loro abituale luogo di ritrovo: successivamente la ragazza si sarebbe allontanata dal gruppo, rimanendo da sola con Alex. 

Dopo una discussione, quest’ultimo, in preda alla rabbia, la aggredisce e la uccide

La vittima sarebbe stata colpita al volto e strangolata da Manna, per poi cadere in un corso d’acqua da un’altezza di 3 metri.

Dopo l’omicidio, Manna avrebbe iniziato a mentire agli amici, sostenendo che lui e Zoe erano stati aggrediti e che lui era scappato.

Gli amici della vittima hanno dichiarato che Alex avrebbe finto di cercare il corpo della ragazza per poi attribuire la responsabilità dell’accaduto a una persona del posto.

Secondo le loro testimonianze, Alex ripeteva: “È colpa mia, non dovevo lasciarla da sola, sono scappato”.

 Per depistare le indagini Manna aveva sostenuto che lui e la ragazza erano stati aggrediti da Naudy Carbone, un musicista trentenne di origini africane, completamente estraneo ai fatti, che a causa delle dichiarazioni di Alex ha rischiato di essere linciato dalla comunità

Carbone dichiarerà che a causa di quella falsa accusa, più di 50 persone si presentarono, armati di bastoni e coltelli, davanti casa sua nel cuore della notte. 

La situazione non è degenerata grazie all’intervento delle forze dell’ordine, che dopo averlo portato in caserma, gli hanno spiegato l’accaduto.

Carbone è sempre stato vittima di diffamazione, tre anni fa è stato accusato da una ragazza di averla molestata con lo sguardo, episodio che lo ha portato a seguire un percorso terapeutico. 

Alla fine della vicenda sarà lo stesso Alex a confessare agli inquirenti: “Ho ucciso io Zoe”

La versione di Alex Manna

Alex ha dichiarato agli inquirenti di aver avuto in passato una relazione con la vittima, conclusa dopo un presunto tradimento del 19enne. 

Tuttavia, gli amici della vittima negano che tra i due vi sia mai stata una relazione.

Secondo la sua versione, la sera dell’omicidio stava tentando di riappacificarsi con Zoe quando, al termine di una discussione, avrebbe iniziato a colpirla ripetutamente senza un apparente motivo.

Dopo l’udienza di lunedì 9 febbraio, è stato convalidato lo stato di fermo per l’imputato che attualmente si sta avvalendo della facoltà di non rispondere. Patrizia Gambino, l’avvocata del ragazzo ha dichiarato “Non risulta un’imputazione per femminicidio” aggiungendo che Manna è un bravo ragazzo senza precedenti ed attualmente è mentalmente distrutto.

L’autopsia ha stabilito che la ragazza era ancora viva quando è stata gettata nel corso d’acqua, al momento della caduta presentava un trauma cranico derivato dall’aggressione di Manna, ma il decesso è avvenuto per la caduta.

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