Casoria, caccia alla banda di rapinatori ancora aperta: nessuna svolta sulla rapina in casa
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A oltre due settimane dalla violenta rapina in via Fonseca, le indagini restano in stallo: nessun indagato e nessuna pista definitiva sulla banda composta da sei uomini
di Silvio Di Mare
A oltre due settimane dalla brutale rapina avvenuta in via Fonseca, a Casoria, in provincia di Napoli, non emergono sviluppi significativi nelle indagini: al momento non risultano indagati né progressi ufficiali da parte degli inquirenti.
I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 marzo, quando una banda composta da sei persone ha fatto irruzione nell’abitazione di tre residenti: un uomo pensionato di 62 anni, la moglie di 59 e il figlio di 28.
Le vittime sono state aggredite, immobilizzate e legate con le lenzuola, mentre i rapinatori le minacciavano di morte nel tentativo di ottenere il denaro presente in casa. Secondo quanto riferito, il gruppo era alla ricerca di una somma pari a circa 500mila euro, cifra che però, come dichiarato dalla famiglia, non era in loro possesso.
Nonostante la violenza dell’episodio e il forte impatto sull’opinione pubblica locale, il caso sembra oggi avvolto in una fase di stallo. Tra le piste investigative più accreditate restano quella di un possibile errore di obiettivo da parte della banda oppure di un’azione mirata nei confronti delle vittime.
Resta dunque aperta la domanda su chi siano i responsabili e su quali sviluppi potranno emergere nelle prossime settimane.
Secondo quanto riferito dalle vittime, la banda avrebbe fatto irruzione intorno alle 2:30 di notte. I rapinatori, vestiti di nero e incappucciati, sarebbero stati sei; stando alle testimonianze, il gruppo sarebbe stato composto da cinque persone di origine albanese e un napoletano.
Il figlio e la madre sarebbero stati aggrediti, immobilizzati e portati nella stessa camera, mentre i rapinatori continuavano a chiedere dove si trovasse il denaro.
Il figlio ha inoltre riferito di aver sentito i rapinatori discutere tra loro della possibilità di aver sbagliato appartamento, elemento che rafforza il sospetto di un possibile errore di obiettivo.
La madre ha invece raccontato che uno dei membri della banda le avrebbe detto che erano stati mandati lì da “nemici della famiglia”, circostanza che lascia aperta anche la pista di un’azione mirata.
Anche il padre, 62 anni, pensionato e già sottoposto a due interventi al cuore, sarebbe stato tra le vittime più colpite durante la rapina, riportando una frattura all’anca con una prognosi di circa 25 giorni.
