14/04/2026
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I Talebani vietano in maniera permanente l’istruzione alle donne

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I Talebani vietano l’istruzione alle donne - Imm. web

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 Per le donne non sarà più possibile frequentare né l’università né la scuola 

di Silvio Di Mare

Il governo talebano ha annunciato il divieto permanente di istruzione per le donne.  Esse non potranno frequentare né la scuola né l’università. Tale decisione sembra rappresentare la conclusione di una serie di misure avviate nel 2022, con l’obiettivo di eliminare progressivamente il diritto allo studio femminile.

Nel marzo 2022 alle ragazze venne proibito di frequentare la scuola oltre la sesta classe, escludendo circa 2,2 milioni di studentesse, secondo i dati UNICEF. 

La decisione del governo afghano, tuttavia, non rispecchia il pensiero della popolazione, poiché circa il 92% si è dichiarato favorevole all’istruzione secondaria per le donne

Nello stesso anno, nel mese di dicembre, venne inoltre annunciato il divieto di accesso all’università.

In risposta molte ragazze iniziarono a seguire lezioni online.  L’istruzione digitale divenne una vera e propria ancora di salvezza: molte donne seguivano regolarmente corsi di lingue e di trading con l’obiettivo di raggiungere una maggiore indipendenza economica.

 Tuttavia, nel 2025, in alcune province dell’Afghanistan, la rete internet è stata interrotta dal governo talebano, costringendo numerose studentesse a rinunciare anche agli studi online.

Sempre nel 2025, il limite di frequenza scolastica per le ragazze sarebbe stato ulteriormente ridotto, passando dal sesto al quarto anno, mentre è stata intensificata la repressione delle attività imprenditoriali femminili. 

In particolare, sono stati chiusi la maggior parte dei saloni di bellezza presenti sul territorio, causando la perdita di oltre 50.000 posti di lavoro per le estetiste.

Emblematico è il caso di una donna di 38 anni, Frestha, madre di tre bambini e con un marito malato impossibilitato a lavorare: dopo la chiusura dei centri di bellezza, la sua famiglia, che dipendeva economicamente dal suo lavoro, è stata messa in grave difficoltà, e la donna è stata costretta a proseguire l’attività illegalmente.

All’epoca dei fatti la donna dichiarò: “Ora non credo di poter continuare, perché il rischio è troppo alto, ma non conosco nessun altro lavoro.”

Le nuove misure restrittive nei confronti delle donne afghane potrebbero portare a un aumento delle gravidanze precoci e dei matrimoni infantili, poiché molte famiglie tenderebbero a considerare il matrimonio come una forma di sicurezza sociale ed economica.

 Come conseguenza, si prevede un possibile aumento della povertà, dovuto alla crescente dipendenza economica da un solo membro della famiglia. 

Quando le donne non possono lavorare, infatti, le famiglie perdono una fonte fondamentale di reddito. 

Spesso questo fenomeno viene accompagnato da un aumento del lavoro minorile, per aiutare la famiglia in gravi difficoltà economiche più bambini inizieranno ad abbandonare la scuola per lavorare e contribuire al reddito familiare.

Anche il sistema sanitario risentirà di queste misure. Secondo le regole imposte dai talebani, infatti, le donne non possono essere visitate o curate da uomini, soltanto in alcuni casi il personale medico maschile può visitarle solo in presenza di un parente maschio.

 Di conseguenza, la presenza di infermiere, ostetriche e dottoresse diventa essenziale. Tuttavia, con il divieto di accesso delle donne all’università, sempre meno studentesse potranno intraprendere studi medici, con il rischio di una progressiva riduzione dell’assistenza sanitaria femminile e, di conseguenza, dell’accesso alle cure per le donne.

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