15/04/2026
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Quando l’eccellenza dimentica l’umanità: la storia di Lisa e la sanità che vogliamo

Lisa - Le tre vite di Lisa
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di Bruno Marfé

Napoli – Ci sono storie che non dovrebbero esistere. Eppure esistono, e raccontarle diventa un dovere.
Sabato 21 febbraio, alle ore 10:00, nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano, non si presenterà soltanto un libro. Si parlerà di una ragazza, della sua vita e di una vicenda che interroga profondamente il nostro sistema sanitario e il senso stesso del diritto alla cura.Una malattia curabile, una tragedia evitabileIl libro “Le tre vite di Lisa”, di Margherita Eichberg e Maurizio Federico, ricostruisce con precisione e dolore una verità troppo spesso semplificata.
Lisa non è morta per una malattia incurabile. La sua diagnosi era un’aplasia midollare, una patologia ematologica rara ma trattabile.

Adottata dall’Ucraina e cresciuta in Italia, Lisa aveva trovato una famiglia, un futuro, una nuova possibilità di vita. Quel futuro si è spezzato proprio nel luogo che avrebbe dovuto proteggerla.

Secondo il racconto dei genitori, il percorso di cura si è trasformato in un drammatico calvario culminato durante il trapianto di midollo: un’infusione di sangue AB0 incompatibile avrebbe provocato una grave insufficienza multiorgano.
Lisa è morta a 17 anni.

Non è solo la storia di una malattia. È la storia di una fiducia consegnata alla sanità e tragicamente tradita.Il diritto alla salute e la responsabilità del sistema
La vicenda di Lisa solleva domande che vanno oltre il dolore di una famiglia.
Quali garanzie offre il sistema sanitario?
Quali strumenti di controllo e di trasparenza esistono quando si verificano errori?
Chi tutela davvero i cittadini nei momenti più fragili?

Domande che acquistano ancora più peso nel contesto del dibattito attuale sul futuro della sanità pubblica.Il caso Forlanini: non solo una questione immobiliareIn queste settimane è tornato al centro dell’attenzione il destino dell’Ospedale Forlanini di Roma, storico presidio della sanità pubblica e per decenni punto di riferimento nella cura delle malattie polmonari.

Il complesso potrebbe essere ceduto alla Santa Sede per diventare una nuova sede dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, struttura di eccellenza ma formalmente appartenente allo Stato della Città del Vaticano.

È proprio questo aspetto ad aver acceso un ampio dibattito.Comitati civici, operatori sanitari e personalità del mondo accademico – tra cui l’ex primario del Forlanini, professor Massimo Martelli – hanno espresso forti perplessità. La questione, sottolineano, non riguarda la qualità delle cure del Bambin Gesù, universalmente riconosciuta, ma il rischio che un bene pubblico strategico venga sottratto alla piena gestione e responsabilità del sistema sanitario nazionale.

La possibile trasformazione del complesso in una struttura afferente a uno Stato estero solleva interrogativi sul controllo pubblico, sulla trasparenza amministrativa e, più in generale, sul destino dei beni comuni destinati alla salute.

Una stessa domanda: di chi è la sanità?

È qui che la storia di Lisa e la vicenda del Forlanini si incontrano.

Perché la sanità non è fatta solo di strutture e tecnologie. È fatta di responsabilità, di vigilanza, di diritti garantiti e di risposte chiare quando qualcosa non funziona.

Quando si riducono gli spazi di controllo pubblico – nelle decisioni, nella gestione o nella natura stessa delle strutture – il problema non riguarda solo gli edifici o le competenze amministrative. Riguarda le persone. Riguarda le famiglie che chiedono cura, sicurezza, verità.

La questione del Forlanini diventa così il simbolo di una scelta più ampia: mantenere la sanità come bene comune, pienamente dentro il perimetro della responsabilità pubblica, oppure accettare un progressivo arretramento del controllo della collettività su un diritto fondamentale.
Un incontro per capire e per non dimenticare
All’incontro del 21 febbraio interverranno:

– Maurizio Matteoli, pediatra ed ex primario
– Carlo Iannello, costituzionalista

L’obiettivo non è solo ricordare Lisa, ma trasformare una tragedia privata in una riflessione pubblica.

Coordinate dell’incontro
Dove: Palazzo Serra di Cassano – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli
Quando: Sabato 21 febbraio, ore 10:00

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