L’Imperatrice dimenticata dai Borbonici (e dai neoborbonici)
Un giovane drammaturgo procidano, Rino Scotto di Gregorio, ha riportato alla memoria — spesso distratta — di tanti napoletani, borbonici, neoborbonici e non, la personalità a tutto tondo di una delle poche figure della famiglia reale che ha regnato a Napoli dopo il grande Carlo III.
Si tratta di Teresa Cristina Maria di Borbone, figlia di Francesco I di Borbone, che andò in sposa a don Pedro II, imperatore del Brasile, e che seppe farsi amare dai lusitani e dai brasiliani per l’interpretazione autentica del Cristianesimo, affiancando il marito nella coraggiosa lotta politica contro la schiavitù e contro quella borghesia ipocrita che traeva profitto da un’abitudine inveterata: considerare gli indigeni una razza inferiore.
I brasiliani la ricordano come “Madre dei Brasiliani”; gli italiani che vivono in Brasile ne fanno motivo di orgoglio. A Napoli, invece, quasi nessuno ha mai sentito parlare di lei.
Forse perché non era bella, forse perché era leggermente claudicante dalla nascita; forse perché i Borbone — dopo aver distrutto, con incredibile miopia, la generazione di illuministi che dava loro prestigio a Napoli, in Italia e in Europa — avevano ormai perso il polso della Storia, condannandosi a una presenza di mera reazione contro un mondo che aveva già compreso quale fosse la strada verso la libertà e la dignità.
L’imperatrice napoletana, ben prima dell’Unificazione nazionale, contribuì al consolidamento di una coscienza italiana fondando in Brasile la Società Italiana di Beneficenza e di Mutuo Soccorso, trasferendo oltreoceano i segni della cultura latina e italiana, promuovendo quella brasiliana, collaborando con i brasiliani per liberarsi dal giogo coloniale portoghese e, nel 1888, sostenendo la promulgazione della Lei Áurea, che abolì definitivamente la schiavitù.
Certo: oggi si sarebbe indignata nel vedere il trattamento che l’Europa riserva ai migranti, lei che aveva aperto una larghissima strada all’immigrazione italiana in Brasile.
Rino Scotto di Gregorio torna a far parlare la “Madre dei Brasiliani” in un non facile monologo, racchiuso in un prezioso libretto dal costo di soli € 6,00, appartenente alla collana I Sorsi della casa editrice napoletana Giannini. Il testo impartisce un severo richiamo ai tifosi dei Borbone — forse innamorati solo della bella bandiera borbonica e di una astorica speranza di restaurare un regno già anacronistico quando esisteva — e a tutti i napoletani che possono vantare una figura ricchissima di umanità, di Cristianesimo e di concreta capacità del fare.

Rino Scotto di Gregorio L’Imperatrice di fronte al mare Giannini Editore — € 6,00
