Roba da Sant’Ufficio! UN PAPA, UN FALSO PAPA, UN ANTIPAPA.
Era l’anno di grazia 1378.
La povera santa Caterina da Siena si era data da fare in tutti i modi per far tornare il papa da Avignone a Roma. E ci era riuscita! Il papa era da poco tornato a Roma che la morte se lo chiama.
Facciamo presto un altro papa! dicono a Roma.
Il conclave? facciamolo a Roma stesso.
Quanti sono i cardinali presenti? 16? Va bene così!
Ma a Roma c’è anche il popolo romano che per circa 50 anni non ha visto il suo vescovo ( il Papato si era spostato ad Avignone).
Dal 27 marzo 1378, giorno di apertura del conclave, è passato un mese e il popolo rumoreggia sotto il Vaticano:
” Vogliamo il papa subito e deve essere Italiano, anzi romano”.
Grande imbarazzo dei cardinali presenti : 11 sono Francesi, 4 sono Italiani, uno è tedesco.
Va bene facciamo papa questo Napoletano, è una brava persona, ha svolto bene il suo compito nella segreteria del Vaticano, poi è Italiano.
Così viene eletto Bartolomeo Prignano, vescovo di Bari. “Però non è Romano: e come lo diciamo a questa gente inferocita qua sotto?”
“Habemus Papam Franciscus Tebaldeschi” si affaccia dal balcone il decano dei vescovi. E’ una bugia, è il nome di un prelato romano.
Nuvola bianca, grande applauso e tutti a casa.
Anche i cardinali che se ne escono dalla porta di dietro.
Il papa vero è Bartolomeo Prignano, Napoletano, che prende il nome di Urbano VI.
E’ un personaggione!
Prima di tutto rifiuta di compensare i cardinali con qualche prebenda per ringraziarli, come si faceva sempre , per il fatto che lo avevano votato.
Poi: assoluta severità nei costumi e intransigenza massima.
” Dobbiamo aver sbagliato in qualcosa” pensarono i cardinali. Si riuniscono di nuovo di fretta e furia, a Fondi, in un concistoro improvvisato, e dichiarano che la votazione che ha eletto Urbano VI non ha valore perchè è stata fatta sotto la minaccia del popolo. Votano di nuovo ed eleggono papa Roberto conte di Ginevra che prende il nome di Clemente VII.
Urbano si arrabbia e nonostante l’invito di santa Caterina ad usare moderazione , dichiara decaduti i cardinali e nomina 29 nuovi cardinali ordinando di arrestare i traditori.
Clemente VII scappa in Francia ad Avignone e si procura l’adesione di Francia, Italia del Nord, Inghilterra, mentre si dichiarano a favore di UrbanoVI il regno di Sicilia , il Portogallo, la Spagna e la Scozia.
Succede la fine del mondo.
Nessuno ferma Urbano che, non ricevendo il compenso promesso dal re di Napoli, per averlo riconosciuto successore di Giovanna d’Angiò, lo scomunica e gli diventa nemico. Anche il re di Francia gli è nemico.
Deve fuggire, e si rifugia nel castello di Nocera, dove viene assediato poi scappa a Gaeta, poi va a Genova sempre inseguito da nemici via via crescenti nel numero perchè lui, papa e buono, giustizia i nemici che acchiappa, senza esitare. E’ un uomo forte e deciso, anche se mette il cilicio sotto il vestito.
Sta per far vincere la chiesa di Avignone, sta distruggendo il regno napoletano ( che si chiamava “di Sicilia”) sta alimentando un pandemonio, incurante dei pericoli che corre lui stesso.
Finalmente la morte lo coglie: è il 1389.
Undici anni di inferno!
E’ proprio il caso di dire!
