30/04/2026
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Libri: il ritorno di Alessandro Maurizi

Alessandro Maurizi

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Tra archivi storici e nuove indagini, l’ex ispettore della Polizia di Stato torna in libreria con un nuovo giallo Mondadori ambientato nell’Italia di fine Ottocento.

Dopo il successo de Gli invisibili di San Zeno, lo scrittore annuncia l’arrivo di un nuovo romanzo con protagonista il procuratore legale Federico Giorio. Il titolo resta ancora segreto, ma l’uscita è attesa per aprile.

di Bruno Marfé

Alessandro Maurizi: il ritorno del poliziotto-scrittore

Lo scrittore ed ex ispettore della Polizia di Stato Alessandro Maurizi torna in libreria con Mondadori dopo il successo del romanzo storico Gli invisibili di San Zeno. Un nuovo libro è in arrivo e promette di riportare i lettori nelle atmosfere oscure e affascinanti dell’Italia di fine Ottocento.

C’è chi ad aprile aspetta le rondini e chi, invece, aspetta il ritorno in libreria di Alessandro Maurizi. L’ispettore della Polizia di Stato, nato a Tuscania e ormai firma affermata della narrativa nazionale, ci ha svelato in anteprima una notizia che farà felici gli amanti del brivido: il suo secondo romanzo con Mondadori è ai blocchi di partenza.

Il titolo? È ancora avvolto nel mistero — le ultime trattative con l’editore sono in corso — ma la sostanza non cambia: l’attesa sta per finire.

Lo abbiamo intercettato tra un impegno e l’altro per farci raccontare qualcosa di più.

Alessandro, partiamo dalle basi: come stai e come vivi questa attesa per l’uscita di aprile?

«Bene, grazie! L’attesa è sempre un misto di adrenalina e curiosità. In questo periodo la mia testa è tutta lì: l’unica cosa che ho davvero in agenda, e che mi assorbe completamente, è proprio l’uscita di questo secondo giallo storico. Non vedo l’ora che arrivi nelle mani dei lettori».

Senza svelare troppo (non vogliamo finire sotto interrogatorio!), cosa dobbiamo aspettarci?

«Ho continuato a scavare nella storia della seconda metà dell’Ottocento. Se il primo volume ha tracciato la strada, questo nuovo capitolo segue ancora le indagini di Federico Giorio, un procuratore legale realmente esistito nella Verona dell’epoca, che ho scelto di trasformare in personaggio letterario. Attraverso di lui racconto una città attraversata da tensioni politiche, intrighi e segreti che qualcuno preferirebbe lasciare sepolti. E, come sempre, l’indagine diventa anche un viaggio nelle zone più oscure dell’animo umano».

Ispettore di giorno, scrittore di notte? Come concilia Alessandro Maurizi la divisa con la penna?

«In realtà da qualche mese sono in quiescenza, quindi potrò dedicarmi con maggiore continuità alle mie attività culturali. La professione in Polizia mi ha regalato lo sguardo analitico e l’attenzione al dettaglio, ma la scrittura è quella valvola di sfogo che mi permette di viaggiare nel tempo. Diciamo che le mie indagini letterarie sono sempre state molto più “sicure” di quelle reali…».

Un messaggio per i tuoi concittadini e per i lettori del “Confronto”?

«Segnatevi la data sul calendario: aprile è vicino. Preparatevi, perché ci sarà da indagare parecchio!».

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