Gianmarco Biagi: l’uomo, l’imprenditore, il filantropo
Gianmarco Biagi - Presidente AICIM
Manager di aziende internazionali, presidente di AICIM, fondatore del progetto artistico Arcipelago: tre percorsi, una sola idea di crescita
di Iki Notarbartolo
Uno sguardo sempre oltre, un passo avanti per fare la differenza: da manager a capo di grandi realtà aziendali, da promotore d’arte e cultura, sempre al servizio degli altri e del bene comune.
Sono i tratti dell’uomo e del professionista appassionato e riconosciuto in Italia e all’estero: Gianmarco Biagi, ingegnere bolognese, manager di aziende internazionali, presidente di un’associazione nazionale per la crescita delle PMI, e fondatore di un progetto artistico capace di trasformare un lutto familiare, quello del padre, in un dono per la comunità: il concorso Arcipelago – “Nessuno è veramente un’isola”. Questi diversi piani della sua vita, guardati insieme, raccontano uno stesso obiettivo: la crescita. Di un’azienda, di un territorio, di una persona.
Principio cardine che guida le attività e le idee di Biagi è la diffusione della cultura, a partire da quella di impresa. A lui, infatti, si deve la fondazione, nel 2020, dell’AICIM, Associazione Italiana Cultura d’Impresa e Management, di cui è Presidente, dopo una lunga esperienza in Confindustria. La missione è semplice da dichiarare e più impegnativa da realizzare: portare cultura manageriale, gratuitamente, alle piccole e medie imprese italiane, quelle che rappresentano il 99% del tessuto produttivo nazionale e oltre l’80% dell’occupazione, ma che raramente hanno accesso a strumenti di consulenza strategica di alto livello. La strategia e’ semplice, la crescita delle PMI consentirà la crescita del intero sistema Paese, così come indicato nel manifesto di politica industriale nazionale “INSIEME PER LE PMI”, che raggruppa proposte concrete per raggiungere l’obiettivo in poco tempo, obiettivi condivisi da molte Associazioni nazionali di imprese e consulenza.
AICIM conta numerosi professionisti tra imprenditori, top manager e consulenti, organizzati in quattro tavoli di lavoro tematici. Articoli, video, eventi nazionali, libri e pubblicazioni sono la base di un grandissimo lavoro svolto dai tavoli tecnici di AICIM, per diffusione della cultura di impresa, sotto il controllo di un altamente qualificato comitato direttivo.
Le piccole e medie imprese rappresentano un volano di inestimabile valore per lo sviluppo del Paese, e mettere a disposizione determinati strumenti e competenze rappresenta un’importante possibilità, per nulla scontata, di riuscire a fare impresa. Lo strumento principale con cui AICIM prova a colmare il divario di accesso a supporti manageriali che penalizza le PMI italiane è il cosiddetto “modello a sette passi”: un percorso che accompagna l’impresa dalla consapevolezza organizzativa di base fino, nei casi più ambiziosi, alla quotazione in borsa, passando per strutturazione manageriale, digitalizzazione, apertura del capitale e aggregazioni.
L’Associazione presieduta da Biagi, ogni anno, sceglie un tema specifico per portare avanti tutte le attività, eventi e operazioni di promozione. Il tema per il 2026 è l’M&A (Mergers and Acquisitions, ovvero fusioni e acquisizioni) perché, sostiene Biagi, la crescita delle PMI italiane non può più essere solo organica: servono aggregazioni e capitali freschi, italiani o esteri, per evitare che le eccellenze italiane finiscano acquisite senza lasciare nulla sul territorio. Occorrono una visione chiara e strumenti adeguati per raggiungere grandi obiettivi imprenditoriali, ha ribadito in più occasioni. Portare un’impresa a pensare in grande, oltre i confini nazionali, richiede di saper mettere in campo organizzazione, marketing e finanza non come funzioni separate, ma come strumenti capaci di trasformare anche una piccola società, facendola crescere attraverso l’innovazione.
E proprio l’innovazione è una delle chiavi per la crescita di qualsiasi realtà produttiva. Questo è un punto che ha contraddistinto tutto il percorso professionale di Gianmarco Biagi.
Il manager: dall’arredamento luxury alla realtà virtuale
Il percorso professionale di Biagi è iniziato nel mondo manifatturiero ed è passato da ruoli di primo piano in gruppi multinazionali: general manager in aziende automotive, poi GM, presidente e CEO di gruppi multinazionali manifatturieri nel settore arredamento di lusso.
Dal 2019 è presidente di SettePuntoNove (7P9) Holding, con sede a Bologna, una holding di partecipazioni industriali attiva nei settori delle nuove tecnologie e intelligenza artificiale, visual marketing, education e accellerazione industriale. Dal 2019, assume ruoli di guida in consigli di amministrazione di varie società, in particolare la carica di Chairman & CEO di Vection Technologies, società multinazionale italo-australiana quotata alla borsa ( Sydney (ASX) – Francoforte e OTC di New York) , specializzata in piattaforme proprietarie di intelligenza artificiale, realtà aumentata, realtà virtuale e configurazione 3D applicabili a qualsiasi settore industriale, pubblico o privato. Questo è un concetto che torna spesso nei suoi interventi pubblici: la convinzione che le tecnologie di AI e immersive sono strumenti concreti per abbattere costi, aumentare vendite e, non ultimo, diffondere cultura e competenze all’interno delle imprese che stanno vivendo la quinta rivoluzione industriale.
Come sottolineato, il suo non è un impegno limitato ai confini nazionali. Tra i vari interventi pubblici, a luglio 2026 Biagi è stato tra i relatori al Parlamento Europeo di Bruxelles, nell’ambito dell’evento “Artificial Intelligence for Accessibility: From Innovation to European Standard”, dove ha illustrato il contributo dell’intelligenza artificiale nell’abbattimento delle barriere all’accessibilità e nello sviluppo delle PMI europee, un intervento che ha affiancato quello di importanti figure istituzionali del parlamento, di associazioni e aziende impegnate su avatar intelligenti e lingua dei segni. A dimostrazione che il tema dell’AI inclusiva sta finalmente uscendo dagli ambienti specialistici per entrare nel dibattito pubblico.
Il suo impegno per il bene comune e la lunga esperienza in ambito industriale e associativo lo ha portato nel 2024 ad assumere il ruolo di Presidente della Commissione nazionale per l’innovazione digitale in sanita di SIT ( società italiana di telemedicina).
Gianmarco Biagi, però, è un filantropo a tutto tondo: lo è nei confronti delle imprese, a cui dona gratuitamente cultura manageriale attraverso AICIM, ma lo è altrettanto nei confronti della cultura in senso più ampio, come dimostra il suo impegno artistico con Arcipelago e la sua partecipazione al comitato direttivo della libera Università N. Ginzburg.
Il lato filantropico: il progetto Arcipelago
Esiste un capitolo della biografia di Gianmarco Biagi che si tiene volutamente a distanza dai bilanci e dalle aggregazioni societarie: Arcipelago – “Nessuno è veramente un’isola”.
Il progetto nasce alla fine del 2016 per volontà della famiglia Biagi, in collaborazione con la Fondazione Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, nel comune di Valsamoggia (Bologna), l’Accademia delle belle arti di Bologna e il Museo nazionale MAMBO. È un concorso/mostra annuale dedicato ad artisti emergenti, o non ancora affermati, del territorio nazionale, pensato in memoria di Gustavo Dino Biagi, il padre di Gianmarco e Lorenzo. Quest’ultimo era un uomo che si era avvicinato alla pittura dopo un percorso nella fotografia, sviluppando uno stile personalissimo basato sull’uso libero del colore a olio, tra paesaggi reali e surreali, e che aveva fatto del “dilettantismo”, inteso come libertà di espressione, una vera e propria filosofia.
Ogni edizione di “Arcipelago” seleziona cinque artisti emergenti, che espongono gratuitamente le proprie opere alla Rocca dei Bentivoglio; ciascuno dona un’opera alla Collezione, con l’obiettivo dichiaratamente divulgativo di continuare a sostenere questi stessi artisti anche in altri contesti espositivi. Ciò che colpisce, in questa iniziativa, è la scelta esplicita della famiglia Biagi di trasformare un’esperienza personale e certamente dolorosa, quale la perdita di un padre, in un’occasione di arricchimento collettivo, mettendo in rete quell’arte “sommersa” che non sempre trova un palcoscenico.
Oggi Arcipelago è diventata una associazione, al fine di sviluppare ancora con maggior vigore collaborazioni con operatori-artisti-istituzioni e opinion leader nel mondo dell’arte, consentendo quindi la diffusione della stessa, nella ferma convinzione che l’Arte sia un linguaggio universale-inclusivo e di pace.
Quest’anno il progetto è arrivato a un traguardo simbolico: la decima edizione. Il 5 settembre, alla Rocca dei Bentivoglio, è stato inaugurato ufficialmente il percorso espositivo che sarà visitabile fino al 4 ottobre 2026, e l’iniziativa vede il sostegno, tra gli altri, del Comune di Valsamoggia, di Cultura Emilia-Romagna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, un intreccio di realtà istituzionali e culturali che riflette bene il modo in cui Biagi tiene insieme i suoi diversi impegni.


Arcipelago – “Nessuno è veramente un’isola”
Anche sul fronte associativo, del resto, l’agenda non si ferma: il 23 settembre 2026 prende il via il nuovo percorso Ambassador di AICIM, con la prima Clinic dedicata al “BDS Check-Base”, pensata per chi si avvicina al ruolo di Ambassador e per chi vuole consolidarne il metodo. A intervenire, insieme allo stesso Biagi, ci saranno il vicepresidente Andrea Spensieri e il consigliere Michele Vanzi.
Impresa, associazioni, arte: sembrano tre vite diverse, ma probabilmente sono la stessa cosa vista da tre angolazioni.
Gianmarco Biagi non separa mai il “dare strumenti” dal “dare voce”, che si tratti di un’azienda in cerca di una strategia di aggregazione o di un pittore che aspetta solo una parete su cui appendere un quadro.
