Imparare a dire no
Stufi di compiacere sempre gli altri? Ecco perchè alcuni “SI” ci fanno male
a cura della dott.ssa Marina Costagliola
Voglio iniziare questo scritto con un’osservazione e successivamente con una domanda.
Mi è capitato spesso di ascoltare e osservare persone che mostravano un disagio ben preciso, e cioè quello di dire di “si” anche quando, in realtà, avrebbero voluto dire “no”. Il loro disagio e disappunto erano forti e molto comprensibili perché mostravano un aspetto di sè stessi che non corrispondeva ad un loro sentire.
“Vi è mai capitato di sentirvi così e di pensare questo?” Se la risposta è affermativa, potete sentirvi in buona compagnia perché le persone che provano queste sensazioni sono tante.
Cosa succede quando vorremmo dire di no e ci sentiamo così a disagio nel dirlo?
La risposta è: un sacco di cose.
Primo su tutti è il giudizio su noi stessi come: “sono una brutta persona; a causa mia l’altro ci rimarrà male; se dico di no l’altro non mi vorrà più bene; chissà cosa penserà di me, etc.” Come se un “No” sancisse un punto di non ritorno, una minaccia seria alla considerazione che abbiamo di noi stessi ed un pericolo per la relazione.
Se i “No” si trasformano sempre in “Si’”, si corre il rischio di provare rabbia per noi stessi, che non siamo riusciti a rispettare il nostro spazio interno, e rabbia per l’altro, che ci ha messo in una condizione scomoda, rappresentata da un tormento interiore.
Non dire quel “No” pone la persona in una condizione di percepire un senso di vuoto perché sta rinunciando, in quel momento, al proprio modo di essere. Deve rinnegare un proprio bisogno, lasciando spazio a quello dell’altro: è come se si avesse una casa senza porta di ingresso grazie alla quale si può decidere chi far entrare e chi no, difendendo il proprio spazio vitale da incursioni non gradite.

Vi piacerebbe imparare a dire qualche “no”?
Bene, primo passo è allearsi un po’ con sé stessi, sospendendo il giudizio e sentire cosa vi piace e cosa no, partendo dalle cose più semplici, per esempio un frutto, una pietanza, una bevanda, un vestito, un colore, un libro, un film etc.. Iniziate a diversificare tra il Si e il No e sentite l’effetto che vi fa scegliere ed esprimere una preferenza.
Man mano che nei vari ambiti si fa questo, il senso di vuoto piano piano lascia spazio ad un senso di pieno, quel pieno rappresentato dal darsi valore, dal dar valore a quel che è fuori di noi e dal dar valore alle proprie scelte che a voce alta esprimono <<io esisto>>.
La dottoressa Costagliola fa studio a Napoli in zona centro storico e in zona ospedaliera. Per eventuali contatti il suo
indirizzo e-mail è marina.costagliola@gmail.com
