Via libera al senato allo Spacca Italia
di Antonio Bianco
È andata in onda l’ennesima porcata, il DDl Calderoli, per intenderci lo Spacca Italia, ha avuto il via libera al senato. Cala il sipario sulla definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) indispensabili all’unificazione del paese nel godimento dei diritti di cittadinanza, cala il sipario sulle inaccettabili sperequazione tra le due aree del paese. Esultano i Fratelli d’Italia, esulta la Lega, esulta la maggioranza di destra, per loro, sono cittadini italiani solo i residenti nel Centro-Nord mentre i Meridionali sono dei fratellastri o, peggio ancora, stranieri in patria.
L’approvazione del DDL richiede solo il voto favorevole della camera dei deputati, dopo di che sarà spazzato via il lacero filo dell’unità e della coesione nazionale, principio al quale, tante volte, si è appellato Mattarella. Non si tiene conto che, le scelte politiche degli ultimi venti anni, condivise da tutti i governi, stanno portando il paese sul precipizio della balcanizzazione. Grave responsabilità è dell’opposizione che oggi si straccia le vesti mentre, ieri, con superficialità e forse, per sete di potere, non hanno impedito che la banda bassotti, con il criterio della spesa storica, drenasse risorse finanziarie per dotare il Nord di efficienti servizi pubblici sottraendole al meridione. Né ha impedito che, la Lega continuasse a tessere la sua tela alla luce del sole sino a giungere all’approvazione dello Spacca Italia, provvedimento legislativo che travolge il principio di uguaglianza e di solidarietà verso i territori più fragili. In tal modo la Questione Meridionale verrà declassata da fatto nazionale a diatriba locale riguardante solo i meridionali, ritenuti degli amministratori incapaci e quindi causa ed effetto dei loro mali.
Oggi nel paese c’è una maggiore informazione e consapevolezza sul tema del regionalismo differenziato, non possiamo rimanere con le mani in tasca, occorre la mobilitazione di tutti per impedire la frammentazione dell’Italia in tante piccole patrie. Più voci invocano la strada maestra del referendum per l’abrogazione del DDL Calderoli, solo allora comprenderemo chi è dalla parte della riunificazione della nazione e chi rema per rendere i meridionali “Fratellastri d’Italia”.
fonte immagine: corriere.it
