09/03/2026
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La Campania ricorre al Tar per il mancato accredito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC)

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di Antonio Bianco

Prosegue il furto con destrezza della banda bassotti del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) destinato per l’80% al Meridione. Il Fondo è lo strumento finanziario con il quale vengono realizzate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali delle aree sottosviluppate qual è il Meridione, ritenuto il territorio più povero dell’UE.

I settori della pubblica amministrazione interessati sono variegati e vanno dalle infrastrutture, all’ambiente, all’agricoltura allo sviluppo economico e produttivo al rafforzamento della pubblica amministrazione.  Durante il convegno “In viaggio con la Banca d’Italia” tenutosi a Napoli il 22 gennaio, è intervenuto Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, che lamenta il mancato accredito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC). La dotazione finanziaria ha un valore di 21 miliardi di cui l’80% deve essere devoluto alle regioni meridionali.

Alla Campania dovranno essere assegnati 9.154 milioni di euro da oltre 14 mesi e, a tal fine, De Luca ribadisce che i fondi: “dovevano essere aggiuntivi sono diventati in larga misura sostitutivi a quelli ordinari. Di aggiuntivo nel Sud non c’è più nulla” (askanews). Trascorsa la diffida di 30 giorno, la regione Campania ha presentato la denuncia alla Corte dei Conti, alla Magistratura penale ed al Tar mentre De Luca ha invocato un confronto pubblico con il ministro della coesione Raffaele Fitto. Fra le altre cose De Luca ha evidenziato che i cittadini campani ricevono una somma pro-capite per la sanità nettamente inferiore a quella dei cittadini del Nord, fatto che provoca la migrazione sanitaria ed una spesa aggiuntiva per le casse regionali di quasi 400 milioni di euro.

È ora che i cittadini campani non siano “mai più ultimi”.

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