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Liste di attesa. Senza denari non si canta messa

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Liste di attesa, la sanità pubblica si avvia verso l’oblio.

Le liste di attesa si ingrossano, le persone non si curano, nasce il pronto soccorso privato mentre le visite in ospedale a pagamento, intramoenia, hanno la corsia privilegiata e si effettuano in pochi giorni.

Il privato gioisce, ringrazia l’attuale ed i precedenti governi che negli ultimi 20 anni hanno provveduto a rendere la sanità sempre meno efficiente riducendo il personale medico e infermieristico e dirottando le risorse finanziarie verso il privato accreditato.

Oramai la cura e l’assistenza è un lusso che solo i ricchi possono permettersi, i dati ISTAT parlano chiaro: 3 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi a causa delle liste di attesa (Sole 24 Ore del 28 marzo 2024, di Marco Bartoloni).

Nel frattempo il governo Meloni presenterà, forse il 3 giugno, il piano relativo alle liste di attesa.

I paletti messi dal ministro Giorgetti all’allargamento della spesa risultano difficilmente valicabili, tra le misure richieste dai sindacati vi è la proposta di defiscalizzare il lavoro extra del personale sanitario e l’assunzione di medici e infermieri che non sono a costo zero.

Provvedimenti che se non fossero in grado di dare risposte risolutive, potrebbero essere un boomerang per la maggioranza di governo con probabili risolti negativi sul voto dell’8 e 9 giugno.

Il governo per ridurre le liste di attesa si propone di rendere unica l’agenda delle prenotazioni del settore pubblico e privato accreditato, si metteranno sotto la lente di ingrandimento i tempi impiegati dagli ospedali nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ed il controllo sarà affidato all’Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali).

Sotto controllo le prescrizioni specialistiche dei medici di famiglia che sembra siano per il 20% inappropriate.

Il quesito diagnostico dovrà essere indicato secondo standard internazionali e le prescrizioni non potranno superare un determinato tetto oltre il quale scatta l’indagine della regione. Inoltre al cittadino che non potrà ricevere la visita in tempi accettabili, sarà erogato un voucher da utilizzare presso il privato pagando il ticket.

Sarà la soluzione pre-elettorale?

L’unica cosa sicura è che: “senza denari non si canta messa”.

Antonio Bianco


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