10/03/2026
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Nel Meridione si muore 3-4 anni prima del resto d’Italia

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Fra le tante cose che dividono il Nord dal Sud, va inclusa la signora vestita di nero con la falce in pugno che nel meridione miete i suoi frutti, in media, 3-4 anni prima del resto d’Italia. Nemmeno la morte rende il paese unito e senza disuguaglianze. I dati emergono dall’indagine della fondazione Gimbe che traccia un’esatta fotografia della situazione sanitaria Meridionale: la riduzione dei posti letti, le liste di attesa, il lavoro precario che incide sul reddito e sulla prevenzione delle patologie, l’inquinamento, gli incendi notturni nella terra dei fuochi, presentano il conto salato a tutto vantaggio delle pompe funebri.

Gli anziani, con pensioni minime, oramai hanno rinunciato a curarsi per controlli ed analisi, ad esempio, nella regione Campania esaurito il budget, le analisi nei centri accreditati con il SSN sono a pagamento. Inoltre le visite specialistiche con il SSN sono erogate a lungo termine mentre quelle intramoenia, a pagamento, erogate nello stesso ospedale, vengono prenotate a lungo termine. La situazione potrebbe peggiorare con l’entrata in vigore del regionalismo differenziato che sottrarrebbe ulteriori risorse finanziare al Meridione rendendolo, senza possibilità di scampo, un’area dove è alta la migrazione per cercare lavoro e quella sanitaria, abitata, prevalentemente, da anziani e giovani che sbarcano il lunario con modalità non sempre condivisibili. Non può esistere un’Italia duale, siamo cittadini italiani e meritiamo le stesse opportunità. È ora di sollevare la testa e far capire che il Meridione non è la colonia del Nord.

Antonio Bianco

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