09/03/2026
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La Costituzione che ignora i meridionali

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di Antonio Bianco

“Siamo di fronte ad una scelta storica, difesa o stravolgimento della Costituzione”. Sono le parole di Letta, segretario del PD, pronunciate durante la direzione nazionale del partito e rilanciate dalla TV e dai media. Parole che possono essere prese per vere solo dai marziani ma non dai meridionali.

Il Sud è stato ignorato da tutti i governi, le sue infrastrutture sono obsolete o inesistenti, fatto reso ancor più evidente dalla spesa storica, che ha consentito al Centro-Nord di dotarsi di moderni e capillari servizi pubblici. Il governo Draghi, inoltre, ha reso operativo il regionalismo differenziato, che consentirà alla Lega e i suoi sodali (Fontana, Bonaccini, Zaia) di dare libero sfogo ad interessi egoistici che annullano il principio di unità e coesione territoriale. Letta fa finta di ignorare che la Costituzione è lettera morta, i meridionali sono costretti ad emigrare in cerca di lavoro e per curarsi, sono privati degli asili nido e del tempo prolungato per mancanza delle mense per i bambini, sono impossibilitati a spostarsi con i mezzi pubblici, sono costretti a pagare alte addizionali comunali e regionali a fronte di servizi pubblici inesistenti.

Il Sud non ha treni ad alta velocità (per la Gelmini le risorse potrebbero essere reperite per il 2030), mentre il ponte sullo stretto di Messina è ritenuto da Sala, sindaco di Milano, una proposta “inutile se non dannosa”. La Costituzione è stata svuotata e resa un testo formale che, nei fatti, nega l’uguaglianza e la solidarietà verso i territori più fragili. Le parole di Letta sono la chiamata alle armi per contrastare il centro-destra, ancora oggi alleati nel governo Draghi, ma considerati il “nemico” con il quale hanno stravolto la Costituzione e cancellato i diritti di 20 milioni di persone, ritenute stranieri in patria. Ora basta, bisogna cambiare. I meridionali non vogliono impiccarsi sempre alla stessa fune.

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