Il tampone è l’Eldorado per farmacisti e centri diagnostici
di Antonio Bianco
Il Paese non si ferma, a qualunque costo, continua la corsa puntando sul tampone rapido per far aumentare i giri del malandato motore dell’economia. Il tampone rapido, a differenza di quello molecolare non è altrettanto attendibile e crea possibili falsi negativi. Tale metodo viene praticato nel pronto soccorso dei presidi ospedalieri napoletani con la probabilità di moltiplicare in modo esponenziale la trasmissione del virus.
Inoltre è accertato che delle persone si sono recate al pronto soccorso lamentando gravi disturbi fisici. Inizia il triage con il tampone rapido, la prestazione è gratuita. Il furbetto, conosciuto l’esito del tampone, furtivamente si dilegua. Ha risparmiato almeno 12 euro per il tampone rapido, 60 euro per quello molecolare. Oltre a tutto ciò viene sottratto il personale ai casi urgenti e si occupa il posto letto che dovrebbero essere destinato alle persone affette da gravi patologie.
Il tampone è l’Eldorado per i farmacisti ed i centri di diagnosi. Le persone, pur di proseguire l’abituale vita di relazione, praticano il tampone a costi, a mio avviso, eccessivi e non calmierati, ulteriore spesa che incide pesantemente sul bilancio familiare di chi vive in condizioni economiche al limite della sopravvivenza. È stato calmierato il prezzo delle mascherine FFP2 a 0,75 di euro che rimane pur sempre elevato. Difatti, basta fare un breve calcolo del costo per una famiglia composta da 4 persone. La mascherina FFP2 va sostituita almeno 1 volta al giorno, in un mese si spendono 90 euro, in 1 anno 1080 euro. Non poco per una famiglia media che incamera circa 25 mila euro netti all’anno. Senza contare i costi del tampone (molecolare oppure rapido) che riduce oltre modo il budget che sarebbe stato impiegato per altre spese, comunque indispensabili e necessarie alla prevenzione di patologie.
Non è accettabile che il governo non intervenga per rendere gratuito il tampone rapido che in Emilia Romagna dal 10 gennaio è praticato gratuitamente in farmacia ed è a carico del SSN. Siamo cittadini italiani, non è accettabile la disparità di trattamento che mette gli uni contro gli altri e fa un falò dell’Unità e della coesione Nazionale, un sogno irrealizzabile per le regioni Meridionali relegate nel limbo dei senza terra e dei senza Dio. Disco rosso per i furbetti, in egual misura, disco rosso per lo Stato patrigno.
