Maggio 26, 2024

DDL Calderoli: staccherà la spina al Meridione

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DDL Calderoli
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Naviga sott’acqua il DDL Calderoli, come un sommergibile nucleare, in silenzio radio prosegue spedito il suo iter in commissione, senza ripensamenti il paese si avvia verso la definitiva separazione.

A nulla sono servite le lucide motivazioni del mondo accademico, della stampa non allineata (vedi il Quotidiano del Sud) della società civile. Neanche le oltre 100 mila firme apposte alla legge di iniziativa popolare (LIP) promossa dalla Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ed altri hanno per la riforma degli articoli 116 e 117 della Costituzione in tema di autonomia regionale, ha indotto il governo al ripensamento.

Si va avanti a muso duro, buttando alle ortiche l’unità e la coesione territoriale del paese, valori unti e bisunti richiamati da Mattarella nei discorsi istituzionali, senza tener conto che, il Meridione è l’area più povera dell’UE.

Né il richiamo al principio di uguaglianza, sancito nell’articolo 3 della Costituzione, impone una fase di resipiscenza nell’interessi della nazione.

Meloni ed i suoi sodali applicano la Costituzione capovolta, danno a chi ha di più e tolgono a chi ha dimeno con la spesa storica che, trasferisce al bulimico Nord 62 miliardi annui sottratti al Meridione privo dell’alta velocità, del tempo prolungato per i bambini e del trasporto pubblico degno di questo nome, rendendo sempre più accentuate le disuguaglianze tra le due aree del paese.

I LEP (Livelli Essenziali Prestazioni) sono un miraggio ed avrebbero dovuto garantire uguali diritti di cittadinanza su ogni zolla del territorio italiano.

In realtà se ne parlerà quando il PIL crescerà a due zeri, nel frattempo il Meridione affonda ma il dossier non entra nel programma di governo del tandem Meloni-Calderoli.

di Antonio Bianco


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