Ritrovati tre cacciatori morti nei boschi di Montagnareale: un solo fucile rinvenuto, si indaga su incidente o quarta persona
fonte web
Le vittime, tutte incensurate, erano uscite per una battuta di caccia. Disposti accertamenti medico-legali
di Silvio Di Mare
Montagnareale (Messina) – Il 28 gennaio 2026, in una zona boschiva dei Nebrodi, nel territorio di Montagnareale, in provincia di Messina, sono stati ritrovati i corpi senza vita di tre cacciatori, tutti colpiti da ferite d’arma da fuoco.
Le vittime sono Antonio Gatani, 82 anni, residente a Librizzi, e i fratelli Giuseppe Pino, 44 anni, e Davis Pino, 26 anni, entrambi di Barcellona Pozzo di Gotto. I tre risultano incensurati e, secondo quanto ricostruito, erano usciti quella mattina per una battuta di caccia.
Nei pressi di uno dei cadaveri è stato rinvenuto un fucile, ma la dinamica dell’accaduto resta poco chiara. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi: la presenza di un quarto soggetto, un omicidio–suicidio, oppure un incidente di caccia degenerato. La Procura ha disposto accertamenti medico-legali.
Nonostante le modalità del ritrovamento possano far pensare, in astratto, a un’azione di tipo mafioso, non emergono collegamenti con la criminalità organizzata: le vittime non avevano precedenti penali né risultano coinvolte in ambienti criminali.
Il sindaco di Montagnareale, Salvatore Sidoti, ha dichiarato: «Quello che è successo ci dispiace molto. Abbiamo vissuto momenti di maggiore tensione perché inizialmente pensavamo che le vittime fossero nostri concittadini. Poi abbiamo saputo che erano residenti in altri comuni. Non sappiamo cosa sia successo, se si sia trattato di un errore durante la battuta di caccia. Dagli inquirenti finora non è trapelato nulla. La zona è stata circoscritta e i carabinieri non hanno fatto avvicinare nessuno».
Montagnareale è un piccolo centro collinare dei Nebrodi, con una popolazione inferiore ai 2.000 abitanti. Episodi di questo tipo sono rarissimi: la cronaca recente del paese è stata caratterizzata soprattutto da incidenti, problemi amministrativi o reati minori.
L’area dei Monti Nebrodi, che comprende il territorio di Montagnareale, è un ambiente boschivo molto ricco dal punto di vista faunistico. Le battute di caccia si concentrano principalmente sul suino nero dei Nebrodi e sul cinghiale. La caccia rappresenta una tradizione molto diffusa, non solo come attività sportiva ma anche come pratica culturale e sociale. In questa zona è frequente che le battute di caccia siano collettive, con più squadre attive nello stesso perimetro boschivo.
Al momento, gli investigatori stanno ancora setacciando meticolosamente il terreno alla ricerca di eventuali altre armi. Oltre al fucile rinvenuto accanto a uno dei corpi, non è stato confermato ufficialmente il ritrovamento di altri fucili.
Questo elemento risulta centrale per la ricostruzione dei fatti: se fossero state trovate tre armi, una per ciascun cacciatore, la pista dell’incidente di caccia apparirebbe più lineare. Il ritrovamento di un solo fucile, al contrario, alimenta dubbi su una dinamica diversa, come la presenza di una quarta persona, l’utilizzo di più armi da fuoco o un possibile spostamento delle armi dopo gli spari.
Le indagini sono tuttora in corso.
