Lorenzo Lodici, il talento che sta riportando l’Italia al centro degli scacchi mondiali
Lorenzo Lodici
La sfida del giovane scacchista: un punteggio di 2600 Elo entro aprile 2026.
di Silvio Di Mare
Lorenzo Lodici, 25 anni, è uno dei volti più interessanti della scacchistica italiana contemporanea. Gioca a scacchi da quando aveva 6 anni: da ragazzino veniva spesso considerato “strano” ed emarginato dai coetanei per via della sua passione, oggi è campione italiano, laureato in Ingegneria e parla quattro lingue.
Da dicembre 2025 è il giocatore italiano con il punteggio Elo più alto ed è attualmente uno dei pochi scacchisti italiani in attività ad essersi realmente imposto nel panorama internazionale. Nel 2016 è diventato Maestro Internazionale e nel 2021 ha ottenuto il massimo riconoscimento della FIDE: il titolo di Grande Maestro.
Lodici ha iniziato a far parlare di sé alla FIDE World Cup 2025, uno dei tornei più prestigiosi del calendario mondiale, dove, alla sua prima partecipazione, è riuscito a battere due figure di altissimo profilo: Hans Niemann, considerato tra i primi 20 giocatori al mondo, e Michael Adams. Il suo cammino si è poi interrotto agli spareggi contro Samuel Sevian, ma la sua performance ha attirato l’attenzione internazionale.
Nel dicembre dello stesso anno ha acquisito ulteriore visibilità affrontando Magnus Carlsen ai Mondiali Rapid: un confronto simbolico contro il pluricampione norvegese, oggi considerato uno dei più grandi scacchisti della storia.
Con un punteggio attuale di 2590 Elo, Lodici è a un passo dalla soglia dei 2600, traguardo d’élite che ha dichiarato di voler raggiungere entro aprile 2026, con l’ambizione di arrivare a quota 2650 entro la fine dell’anno. Un obiettivo ambizioso: il record italiano resta quello di Daniele Vocaturo, che nel 2021 raggiunse 2632 punti Elo.
Negli ultimi anni gli scacchisti italiani hanno faticato a emergere sulla scena internazionale. Tuttavia, dopo aver affrontato avversari di altissimo livello, Lodici viene considerato da molti come il giocatore capace di riportare l’Italia sotto i riflettori nelle competizioni mondiali.
Le dichiarazioni dell’ex campionessa italiana Maria De Rosa
A raccontare quanto questa scalata sia possibile, e quanto sia complicata, è Maria De Rosa, campionessa italiana di scacchi e figura di riferimento del movimento scacchistico nazionale, intervistata proprio sul futuro di Lodici.

Secondo De Rosa, Lodici non sta crescendo solo sul piano tecnico: ciò che lo rende diverso è anche la dimensione pubblica e “nazionale” che si è creata attorno a lui, soprattutto dopo le imprese del 2025.
“L’intera nazione l’ha seguito quando ha battuto Niemann e Adams. L’Italia era con lui.”
Un seguito raro per gli scacchi, sport spesso percepito come di nicchia, ma che negli ultimi anni sta trovando più spazio grazie ai social e alle grandi competizioni internazionali.
L’appoggio del pubblico e la scelta: “Dedicherà due anni solo agli scacchi”
Maria De Rosa sottolinea anche un altro aspetto fondamentale: Lodici sembra spinto da una motivazione profonda, alimentata dall’entusiasmo del pubblico italiano.
Lodici avrebbe infatti dichiarato che nei prossimi due anni si dedicherà completamente agli scacchi, concentrandosi esclusivamente sul proprio percorso agonistico.
Per De Rosa è un passaggio chiave: a certi livelli, la differenza tra un grande talento e un campione affermato si gioca anche fuori dalla scacchiera, nella disciplina quotidiana, nella preparazione e nella gestione della pressione.
“2600 è possibile, ma 2650 è durissima”
Intervistata sul futuro di Lorenzo Lodici, Maria De Rosa ha spiegato che il primo obiettivo fissato dal GM azzurro è ormai vicinissimo: quota 2600 Elo entro aprile 2026.
“Lui voleva arrivare a 2600 entro aprile 2026 e gli mancano solo 10 punti Elo. Sembrano pochi, ma è difficile. Però ce la può fare.”
Secondo De Rosa, un elemento determinante sarà anche la scelta di Lodici di concentrarsi completamente sulla carriera agonistica: “Ha detto che nei prossimi due anni si dedicherà solo agli scacchi.”
E in questo percorso, aggiunge, conta anche l’energia che arriva dall’esterno: “Viene caricato dal pubblico.”
Molto più complicato, invece, l’obiettivo successivo: raggiungere 2650 Elo nel 2026. De Rosa non nasconde quanto quel traguardo sia duro, soprattutto perché la vera sfida non è solo arrivare a un certo punteggio, ma riuscire a mantenerlo.
“2650 è durissima, perché già sarà difficile mantenere i 2600”
De Rosa sottolinea inoltre che, a certi livelli, entra in gioco una scelta fondamentale: “I traguardi sono difficili, perché poi devi decidere se farlo diventare una professione.”
E conclude con una valutazione lucida ma non pessimista: secondo lei il 2650 nel 2026 resta un obiettivo molto complicato, ma Lodici possiede una qualità che distingue i grandi campioni: “Penso sia difficile nel 2026 arrivare a 2650. Però lui ci crede tantissimo, ha quella caratteristica che contraddistingue i grandi campioni e credo che possa fare la differenza e possa portarlo lontano.”
Ed è forse questo il punto chiave dell’intera storia: Lodici non è solo un giocatore in crescita, ma un atleta che sembra aver scelto una direzione precisa, con ambizione e lucidità.
