Rubrica Responsabili Insieme -Autoprotezione: la prima difesa siamo noi
Dalla gestione del panico ai numeri di emergenza, le regole e l’atteggiamento mentale che salvano la vita.
di Giuseppe Pasqualino

Nella nostra, come in ogni altra società civile, la solidarietà impone che, in caso di eventi calamitosi o di pericolo, specialisti accorrano in aiuto di chi ha subito il sinistro, disponendo di uomini e mezzi per ogni evenienza.
Ogni famiglia, a fianco del telefono di casa o dietro la porta di ingresso dovrà avere affisso l’elenco dei numeri di emergenza e NON cercarli ad emergenza in atto, con grande perdita di tempo prezioso.
Croce Rossa – 118
Vigili del fuoco – 115
Carabinieri – 112
Polizia di Stato – 113 (la telefonata sarà smistata al 112)
Carabinieri forestali 1515
Soccorso Alpino – 112 – 118
Soccorso in mare – 1530
Anti-violenza 1522
NUMERO UNICO PER TUTTE LE EMERGENZE
112
Bisognerà però pensare che, in determinate circostanze, l’aiuto che ci viene dagli altri può arrivare in ritardo e quindi dovremo smettere in atto da soli alcune misure per la nostra autoprotezione.
Già questa rubrica ha offerto alcune indicazioni: negli articoli precedenti abbiamo cominciato ad imparare a difenderci da soli da quel grande nemico che è il panico.
Più in generale, bisogna pensare che l’autoprotezione non è soltanto la conoscenza di una serie di norme, ma è soprattutto un atteggiamento mentale che può svilupparsi, tra l’altro con:
1. l’approfondita conoscenza del nostro corpo e di noi stessi. Ciò ci darà la sicurezza necessaria per sopravvivere. La forza di volontà, la determinazione a farcela sono il bene più importante in una situazione di emergenza (ma anche nella vita di tutti i giorni);
2. l’essere curiosi, sempre alla scoperta di cose nuove, desiderosi di vivere sempre nuove “avventure” (campeggi, escursioni, viaggi, ecc.). Queste ci abitueranno all’imprevisto, a fare a meno delle nostre abitudini quotidiane, a non legarci mai troppo alle cose e a non essere dipendenti;
3. l’acquisire conoscenze extra in molti campi leggendo, facendo corsi o pratica (di primo soccorso, di protezione civile, di sopravvivenza, di “fai da te”, ecc.) e soprattutto sperimentando ciò che si è imparato.
