Libri: presentato a Napoli “Mario Maglione – Vico Gerolomini 11, dove la mia storia ha inizio”
Il libro di Vincenzo De Luca, edito da Guida Editori è stato presentato alla “Domus Ars” di Napoli
di Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte
Mi ha visto coinvolto il passaggio nel breve testo “Un percorso esistenziale variopinto e imprevedibile” di Marisa Laurito: “Io ricordo i primi passi di Mario Maglione nella chiesa di San Francesco dove, accolti da padre Camillo e da frate Egidio, insieme a Benedetto Casillo, tutti noi, su un palcoscenico per dilettanti, iniziavamo a percorrere una strada che ci avrebbe condotto a essere artisti.”
Già, c’ero anch’io tra coloro che sono diventati, poi, artisti davvero; io non sono un’artista, sono fondamentalmente un “multitasking”, tra l’altro, sociologo e critico d’arte, e, tutt’al più, sono stato e sono ancora un attivo creativo.
Io non ho mai calcato le scene teatrali; mi limitavo a essere lì “datore luci” manovrando in un interstizio di un vecchio proiettore facendo scorrere una striscia di stagnola su cui erano state incise e traforate luna, sole e etc. … per creare atmosfere utili per le scene.
Che tuffo in un passato bello, sereno, pieno di vitalità.
Il libro “Mario Maglione – Vico Gerolomini 11, dove la mia storia ha inizio” (Guida editori) è stato presentato l’8 febbraio 2022, alla “Domus Ars” di Napoli e Mario Maglione si è prodotto in una performance per quest’incontro e tra i presenti il giornalista e critico teatrale Giuseppe Giorgio e l’editore Diego Guida; ovviamente, seguiranno altre presentazioni in tutt’Italia.
Giuseppe Giorgio così scrive nella sua precisa introduzione: “Ricco di luoghi, persone, artisti e avvenimenti legati a doppio filo all’epopea di un personaggio dalle mille sfaccettature umane, il racconto scaturito dall’abile e prolifica penna di uno scrittore e storico dell’arte come Vincenzo De Luca, conduce presto il lettore in una specie di costellazione dove ogni cosa, alla pari di una stella, brilla di luce propria. Collocabile per struttura tra quei romanzi definiti di formazione, pronti a tracciare l’evoluzione e la maturazione del protagonista, la storia di vita di un figlio del popolo come Maglione firmata De Luca, può essere pure collocata nel genere letterario del cosiddetto romanzo d’appendice. Ovvero, quel tipo di romanzo diffusosi nei primi decenni dell’Ottocento e pubblicato su un quotidiano o una rivista a episodi, in grado con la sua vicenda frammentata in puntate di mantenere viva la curiosità del lettore. Illuminando capitolo dopo capitolo la vita di chi, partendo da un vicolo di una Napoli barocca e caravaggesca, ha saputo scrivere a grandi lettere il suo nome nella storia della canzone napoletana degli ultimi cinquant’anni, il libro proietta tutti in un mondo epico e sognante.
Eccezionale documento narrativo di grande vivezza, il libro si trasforma in una galleria di tipi e situazioni senza tempo. Illuminata dallo stesso “sole” che fu di Capurro e Di Capua, brulicante di quella stessa gente che fu di Viviani e Bovio e contaminata dall’umana poesia che fu di Murolo padre, Russo e Di Giacomo la storia di vita del cantante Maglione si muta in una sottile indagine dei sentimenti e del tempo. Nello studio sistematico di un’anima fatta di note, passioni e infiniti colori”.
Con gli interventi iniziali di Marisa Laurito ed Eugenio Bennato, trova, poi, ampio respiro questo “cahier de mémoire”.
Nella sua presentazione l’autore e docente di Storia dell’Arte, Vincenzo De Luca, scrive, tra l’altro: “Il libro è una naturale conseguenza di anni di ascolto appassionato e di amicizia. Nasce dall’oralità di nostre conversazioni appunto amichevoli, scoprendo che – probabilmente – le vicende umane e private di Mario sono intriganti quanto quelle professionali. E conserva dell’oralità la freschezza dei collegamenti logici e, almeno in parte, il linguaggio. Ho recuperato pienamente i contenuti delle conversazioni, modificandone la fabula in un intreccio con rimandi temporali. Pulendoli da anacoluti, iterazioni e immancabili sbavature del parlato. Il nostro dialogare si è trasformato, così, in un monologo che scava, senza maschere, in un vissuto umano e privato sempre taciuto e che affiora, di tanto in tanto, a manifestare l’attività pubblica dell’artista”.
Mario Maglione ha avuto e ha un’intesa attività artistico-musicale, e questo libro ci permette di percorre i suoi inizi e l’evolversi di una carriera scintillante e piena di successi.
Ha viaggiato molto e diffuso nel mondo il bello della canzone napoletana, che dovrebbe diventare patrimonio immateriale dell’Umanità; ma quando?
Sono raccolti aneddoti, circostanze, momenti del mondo dello spettacolo nazionale e internazionale, da Roberto Murolo ai grandi della canzone, e della comunità “napolitana” e della società italiana e tra captazioni storiche e innumerevoli emozioni il libro si sviluppa in sfumature umane e i lettori raccoglieranno e conosceranno un vivo segmento esistenziale, ricco e partecipe.
E, in conclusione, una breve biografia dell’artista: Mario Maglione nasce e cresce a Napoli nella zona di Mergellina. Il suo quartiere natale è l’oggetto principale di molte sue canzoni. La sua carriera musicale ha inizio nell’adolescenza, dopo i primi passi come batterista, quando dà prova delle sue abilità con la chitarra nel teatro del convento dei Padri Cappuccini napoletani, al CVE, a Mergellina. Successivamente, dopo aver proseguito gli studi sulla canzone napoletana e la sua storia, Maglione viene chiamato a prendere parte all’opera teatrale “Masaniello” del 1974 di Elvio Porta e Armando Pugliese. Grazie al suo ruolo nel musical, Maglione diviene molto conosciuto nell’ambiente della musica partenopea e, per la prima volta, valica i confini nazionali diffondendo la canzone napoletana in diversi paesi del mondo tra cui Australia, Canada, Emirati Arabi, Germania, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Giappone, riscuotendo particolare successo in quest’ultimo paese. L’artista Roberto Murolo, maestro di Maglione, lo ha sempre considerato suo erede spirituale e la casa discografica napoletana Nuova Canaria ha pubblicato due album con interpretazioni dei due artisti. Inoltre è considerato insieme ad altri artisti (tra cui Carlo D’Angiò) uno degli eredi artistici di Fausto Cigliano. Mario Maglione è apparso in più occasioni in programmi televisivi nazionali, sia Rai che Mediaset, tra cui il “Maurizio Costanzo Show”, e in programmi radiofonici nazionali Rai come “Radio anch’io” e “Sette scenari per il Duemila”, entrambi condotti da Maurizio Costanzo. Nel cofanetto in dieci cd allegato a vari numeri del quotidiano “Il Mattino” e curato dalla “Phonotype” sono state inserite sue interpretazioni accanto a quelle di artisti quali Aurelio Fierro, Domenico Modugno, Roberto Murolo e Mirna Doris. Nel 2010 ha vinto la settima edizione del premio Anselmo Mattei 2012 Premio Mia Martini… e la storia continua…

