14/04/2026
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Il silenzio spezzato di Miryam: la presentazione del nuovo romanzo di Vittorio Russo illumina Castel Volturno

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presentazione libro “Miryam. Il segreto della Madre”
di Vittorio Russo.


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presentazione libro Miryam 2
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di Bruno Marfé

Castel Volturno (CE) – La sala consiliare di Castel Volturno, solitamente percepita come uno spazio austero e grigio, ieri sera ha cambiato volto. Le tele e le installazioni luminose di Alessandro Ciambrone hanno trasformato l’ambiente in un piccolo scrigno d’arte, pronto ad accogliere un pubblico numeroso e partecipe. In questo scenario insolito e suggestivo si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Vittorio Russo, “Miryam. Il segreto della Madre” (Baldini+Castoldi), un’opera che non si limita a raccontare, ma scuote e interroga.

Dopo l’apertura del sindaco Pasquale Marrandino, che ha definito l’appuntamento «un’occasione che non possiamo permetterci di perdere», il clima si è subito caricato di emozione. Marrandino ha parlato di Russo come di «un figlio della nostra terra, voce ascoltata nel mondo, mente lucida e provocatrice», sottolineando come la sua opera sia un motivo d’orgoglio per tutta la comunità.

Al centro della serata, naturalmente, c’è stata la figura di Miryam, non più icona intoccabile, ma donna immersa nel suo tempo, madre segnata da ferite e speranze. Russo ha respinto con chiarezza ogni accusa di blasfemia: «Il termine blasfemo appartiene al linguaggio dogmatico, non a quello della ricerca storica o della narrativa. Il mio è un romanzo storico, che vuole distinguere il mito dall’uomo, la leggenda dal dato storico».

Il discorso si è allargato inevitabilmente a Yeshua, presentato dall’autore non come un profeta astratto, ma come un rivoluzionario politico e sociale. «Un dato resta inconfutabile: Yeshua non fu lapidato come bestemmiatore, ma crocifisso come ribelle politico. E i Romani riservavano la croce ai sovversivi», ha spiegato Russo, restituendo così al Nazareno una dimensione storica più concreta, radicata nella logica messianica del suo tempo.

Ma il tono del romanzo non è mai volutamente provocatorio. «Frantumare il mito – ha aggiunto l’autore – non significa offendere, ma ridare umanità a Miryam, a Yeshua e agli altri». Parole che hanno ricordato al pubblico la lezione di studiosi come Loisy, Bonaiuti, Donini e Craveri, che hanno insegnato a leggere le origini del cristianesimo come una vicenda umana prima ancora che divina.

Un intervento dal pubblico ha aggiunto una nota sorprendente e stimolante: la citazione di Jesus Christ Superstar, il celebre musical rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, divenuto icona negli anni Settanta anche grazie al film di Norman Jewison. In quell’opera, come nel romanzo di Russo, Yeshua viene restituito nella sua dimensione terrena, fragile e ribelle. Un parallelismo che ha mostrato quanto la figura del Cristo “umano” sia da decenni terreno di confronto tra fede, arte e cultura popolare.

La serata si è conclusa con la consapevolezza di aver vissuto non soltanto una presentazione letteraria, ma un vero e proprio atto di restituzione culturale. “Miryam. Il segreto della Madre” non propone un vangelo alternativo: propone piuttosto uno sguardo diverso, capace di attraversare il tempo per riportare alla luce l’umanità che si nasconde dietro l’icona. E Castel Volturno, almeno per una sera, ha visto la sua sala consiliare brillare come luogo di incontro, di pensiero e di emozione condivisa.

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