Carditello torna a essere una fattoria agricola sperimentale
Firmato un protocollo tra la Fondazione Real Sito e l’Università Federico II per promuovere l’agricoltura sostenibile.
SAN TAMMARO (CE) – La Reggia di Carditello riscopre la sua vocazione agricola e si proietta nel futuro con un progetto sperimentale all’insegna della sostenibilità. È stato firmato questa mattina un protocollo d’intesa tra la Fondazione Real Sito di Carditello e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con l’obiettivo di promuovere modelli colturali innovativi e a basso impatto ambientale.
Un ritorno alle origini per la storica tenuta borbonica, che nel XVIII secolo fu centro di eccellenza per la produzione agricola, l’allevamento e la selezione di cavalli reali. Proprio qui sorgeva la celebre Reale Industria della Pagliara delle Bufale, simbolo di un’imprenditoria illuminata che oggi rivive in chiave contemporanea.
Un progetto pilota per l’agricoltura del futuro
Il progetto, di natura pluriennale, è stato ideato dal Dipartimento di Agraria in collaborazione con il Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali (CREA-CI). L’obiettivo è ottimizzare i sistemi colturali attraverso l’uso razionale degli input, migliorando la produttività e la qualità delle colture, e rafforzando la resilienza degli agroecosistemi.
“Il settore agricolo sta vivendo una trasformazione epocale – spiega Mauro Mori, responsabile scientifico del progetto –. La sostenibilità non è più un’opzione, ma una strategia integrata che punta sull’efficienza delle risorse, la fertilità del suolo e le interazioni ecologiche”.
Agricoltura, cultura e comunità
La convenzione, firmata dal presidente della Fondazione Maurizio Maddaloni e dalla professoressa Maria Rao, prevede la sperimentazione di rotazioni colturali tra frumento, colture intercalari e pomodoro da industria, confrontando l’efficacia di diverse matrici organiche (come digestato e vermicompost) rispetto alla concimazione minerale.
“Carditello torna a essere un laboratorio di innovazione – afferma Maddaloni –. Vogliamo coniugare sostenibilità ambientale, valorizzazione culturale e sviluppo economico, rilanciando l’identità della Campania Felix e rafforzando il legame tra comunità e territorio”.
