29/04/2026
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“Rumore Dentro” – Non una carriera, ma un cammino: il mondo secondo Pelù

Piero Pelù docufilm Rumore Dentro
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Un docufilm che racconta la vita del frontman dei Litfiba, tra cantine fiorentine, deserti marocchini e liturgie rock. Non una carriera, ma un cammino spirituale fatto di suoni, silenzi e ribellione.

di Paolo De Leo

Piero Pelù è un celebre cantante italiano che convive da anni con gli acufeni, un disturbo uditivo che amplifica i suoni circostanti rendendoli particolarmente fastidiosi. Per questo motivo porta sempre con sé tappi per le orecchie, che gli permettono di attenuare quei rumori molesti e trovare sollievo nella vita quotidiana. Ma il rumore che Pelù racconta nel docufilm “Rumore Dentro” non è solo fisico: è il suono della sua anima, della sua ribellione, della sua ricerca.

Non ama definire il suo percorso artistico come una “carriera”, preferendo chiamarlo un vero e proprio “viaggio”. È il fondatore dei Litfiba, uno dei gruppi rock italiani più famosi e influenti. Pelù è costantemente alla ricerca di una pace interiore profonda, che trova soprattutto nel deserto marocchino, un luogo ideale per rallentare i ritmi frenetici della vita e osservare il mondo con calma e serenità.

La cantina di via dei Bardi a Firenze è per Piero “la culla più importante della sua vita artistica”. Negli anni ’70 quella cantina era una discoteca chiamata Bacu. Negli anni ’80, proprio in quella stessa cantina, i Litfiba tennero il loro primo concerto ed è lì che Pelù scoprì di avere l’acufene. Il loro singolo d’esordio si intitola Novi cioc.

Pur essendo agnostico e ateo, Piero nutre una profonda devozione per Santa Sara, simbolo di protezione e speranza per la comunità zingara. Ogni anno partecipa ai pellegrinaggi a Saintes-Maries-de-la-Mer, in Camargue, dove le comunità gitane si riuniscono per celebrare Santa Sara. Pelù porta anche un tatuaggio dedicato a questa santa, che considera la protettrice di chi vive al di fuori delle convenzioni e di chi le segue con consapevolezza.

La musica e le storie non possono mai essere completamente controllate: scorrono libere, come un oceano di sirene e onde in continuo movimento. Chi crea musica deve essere sempre pronto a muoversi, evolversi e trasformarsi.

La forza di Pelù e dei Litfiba è stata quella di crescere costantemente fin dagli anni Ottanta, creando musica ricca di significato e profondità. Il gruppo è nato con l’intento di dare voce ai lavoratori, usando la musica come strumento di comunicazione profonda, non solo come un insieme di suoni.

È in programma una reunion del gruppo con un concerto ai Campi Flegrei per celebrare quarant’anni di rock. Questo genere nasce dalla strada, senza regole fisse, e i Litfiba credono fermamente che attraverso il loro viaggio musicale possano aiutare quante più persone possibile a superare le difficoltà della vita. Lo fanno ascoltando gli altri con attenzione e lavorando per ricostruire il tessuto sociale.

C’è una grande differenza tra una canzone che si oppone alla guerra e una che promuove attivamente la pace, come “Il Mio Nome è Mai Più”, che Pelù considera un vero inno pacifista.

I Litfiba vedono ogni loro concerto come una vera liturgia, un momento di condivisione collettiva e profonda.

Gli acufeni di Pelù sono peggiorati nel tempo; per questo il suo otorino gli ha consigliato di posticipare il tour di almeno sei mesi, per prendersi tutto il tempo necessario a curarsi adeguatamente.

Ora Piero ha deciso di uscire dalla sua zona di comfort e di recarsi nel deserto marocchino, dove trova nuova musicalità e ispirazione. Alla fine, ciò che salva davvero una persona sono l’amicizia, i viaggi e la Dea Musica.

La cosa più importante è non porsi limiti, accettare tutto ciò che la vita offre e cambiare senza paura ciò che non ci piace della nostra esistenza.

Secondo Pelù, la chiave della vita è non imporre limiti rigidi o restrizioni che ostacolino l’espressione autentica, libera e spontanea di sé stessi in ogni momento, senza mai rinunciare alla propria essenza più profonda e vera. È fondamentale accogliere con mente aperta, sincera e grata tutto ciò che la vita offre, abbracciando sia le sue sfumature luminose e gioiose sia quelle più difficili e impegnative che mettono alla prova il nostro spirito e la nostra resilienza. Inoltre, è essenziale trovare dentro di sé il coraggio genuino e profondo per cambiare senza paura tutto ciò che impedisce di vivere serenamente, coltivando con determinazione la libertà interiore e la felicità autentica, nate dal cuore e dall’anima. Fuori da ogni schema rigido, questa è una vita che sceglie consapevolmente di rifiutare dogmi, regole imposte e convenzioni sociali che non lasciano spazio a riflessioni personali profonde. Questo genere musicale diventa così una guida fondamentale, un faro potente e ispiratore per chi decide di ribellarsi, opponendosi con passione per essere parte attiva del cambiamento: un cambiamento che fa davvero la differenza, non incatenato alla burocrazia o alla legge del più forte, ma che premia il valore autentico di ogni individuo.

Il docufilm, che Pelù definisce un viaggio emozionale e personale, è realizzato con meticolosa cura e attenzione ai dettagli. Si intiutola “Rumore dentro” ed è stato diretto da Francesco Fei. Racconta in modo approfondito i suoi rapporti sin dagli esordi con i Litfiba, di cui è il carismatico leader, offrendo uno sguardo intimo sia sulla sua vita privata sia sulla profonda devozione verso Santa Sara, patrona degli zingari e degli emarginati. Non mancano le coinvolgenti scene dei suoi concerti, che rappresentano per lui uno strumento imprescindibile per dare voce a chi desidera trasgredire, esprimendo la propria libertà e ribellione interiore.

I concerti, le difficoltà personali come gli acufeni, l’interesse per la cultura zingara e le sue tendenze ribelli non sono presentati nel documentario come aspetti separati della sua vita. Al contrario, ogni elemento si integra e illumina gli altri, offrendo una visione complessa ma coerente della sua esistenza e del suo percorso artistico. In particolare, la scelta dei brani rappresenta il suo cammino e il legame con i Litfiba. La tecnica, tipica del docufilm, combina elementi della narrazione cinematografica, suscitando emozioni e aspettative che mantengono vivo l’interesse dello spettatore, con chiarezza espositiva, rigore e attenzione ai dettagli, evitando ridondanze o retorica nella narrazione biografica.

Nel docufilm sulla sua vita emergono anche le sue posizioni pubbliche e le sue canzoni – si pensi al periodo con i Litfiba e a brani come “El Diablo” – che spesso contengono critiche esplicite o implicite verso le istituzioni religiose, in particolare la Chiesa cattolica, viste come fonti di potere e dogmatismo.

Un film che non è un documentario o un biopic, ma un vero viaggio.

Questo è ciò che dichiara in un’intervista a Leggo, quando gli viene chiesto cosa rappresenta per lui questa nuova opera: “Un film che non è un documentario o un biopic, ma un vero viaggio. Questo viaggio lo intraprendo per ricercare me stesso, trovando nel deserto l’unico luogo dove sento pace con il mio io.”

Questo documentario è imperdibile per diversi motivi. Innanzitutto, è un must per gli appassionati dei Litfiba, poiché racconta le loro origini in modo coinvolgente. Inoltre, apre nuove prospettive sul rock degli anni ’80, suscitando domande che arricchiscono la comprensione di questo genere musicale. Nei testi dei rocker di quegli anni si trovano frammenti profondi delle loro esperienze di vita, un elemento raro nella musica contemporanea, spesso più orientata al successo commerciale che all’autenticità. La musica degli anni ’80, invece, si distingue per la sua anima intensa e trascinante. Pelù e i Litfiba dimostrano che non importa dove si incida la musica, perché la musica è il vero linguaggio dell’anima; infatti, loro sono partiti da una cantina fiorentina in via dei Bardi 32.

Significato: Il nome “Litfiba” nasce dall’indirizzo telex della sala prove: “L” (prefisso telex), “IT” (Italia), “FI” (Firenze), “BA” (via dei Bardi).

Fondazione: È qui che i membri della band si sono riuniti nel 1980 per dare vita al gruppo, e dove Pelù si è unito come voce e frontman.

Il 28 luglio 2026 i Litfiba torneranno a esibirsi sul palco dell‘Arena Flegrea, nel cuore di Napoli.

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