07/03/2026
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di Antonio Bianco

Prosegue incessante la migrazione dal Sud.  Dal 2002 al 2017 circa 2 milioni di persone hanno lasciato questo territorio, inclusi 250 mila giovani in cerca di lavoro, volati senza biglietto di ritorno verso il Nord Italia o in Europa. Menti e braccia perse per sempre che sarebbero state indispensabili a far rinascere il Meridione, oramai corpo separato dal resto del Paese. Basta recarsi nel Nord Italia per comprendere la drammaticità di questi numeri, basta entrare in un market, in una vineria o in un ristorante e fai il viaggio nei dialetti meridionali, uomini e donne, una generazione non in visita di piacere ma strappati ai loro affetti e alla loro terra che non offre una prospettiva futura. È necessario che il Sud diventi la parte viva del Paese riaccendendo il secondo motore dell’economia italiana, mettendo in campo le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) indispensabili a dotare questo territorio di servizi all’altezza di un Paese civile. Senza i treni ad alta velocità che mettano in rete i porti del meridione, di linee telematiche di ultima generazione e di amministrazioni locali all’altezza della sfida, dotate di personale sufficiente, sarà estremamente improbabile la creazione di insediamenti produttivi ed il Sud continuerà ad essere la fucina di mano d’opera a buon mercato per il Nord.

Nel contempo ne risentirà l’intero apparato economico italiano ed in particolar modo il Nord che ha come primo mercato di riferimento i 21 milioni di cittadini residenti nel meridione. L’aver oliato per decenni con ingenti somme di denaro solo la locomotiva del Nord ha allargato la forbice tra le due macro aree accentuando ulteriormente la divisione socio-economiche ed il senso di abbandono del Sud al suo amaro destino. Né sono state poste le basi per affrontare la Questione Meridionale, tema relegato a fatto locale e mai inserito nell’agenda della politica Nazionale. Non possiamo perdere questo treno, è in gioco l’Unità e la coesione Nazionale. Uniti siamo più forti, la divisione crea inutili diffidenze in quanto siamo nella stessa barca: remando tutti insieme solcheremo il mare in tempesta approdando in un porto sicuro. L’Unità è un valore aggiunto, diversamente dovrà essere pensato un nuovo assetto costituzionale per il nostro Paese. È oramai suonata la campanella dell’ultimo giro e nessuno potrà dire di non essere informato.

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