Un’altra notte afosa ammorbata dai fumi tossici
Fumi tossici. Nulla cambia, tutto prosegue immutato ed immutabile.
Ogni notte a Sant’Anastasia e nell’intera provincia dell’hinterland napoletano si diffondono i miasmi, forse, prodotti dall’incendio degli scarti di lavorazione dell’attività commerciali illegali, svolte in dispregio dei vincoli ambientali, sanitari e paesaggistici.
Infatti, l’area è inserita nel Parco del Vesuvio nato a tutela delle bellezze naturali dei luoghi e della biodiversità della fauna e della flora.
A nulla valgono le denunce dei singoli cittadini e dei comitati all’autorità comunale e giudiziaria, l’inquinamento ambientale ed atmosferico marcia spedito, oramai è la connotazione negativa della terra dei fuochi dalla quale non si riesce ad eradicare l’attività delle piccole imprese commerciali a nero.
A tutto ciò si affianca la mancanza di rispetto, non solo del vivere civile, ma delle regole del codice della strada.
È notizia del giornale la Repubblica che nell’articolo del 3 luglio 2024, a firma di Mariella Parmendola titolava: “Codice della strada: tutti disobbedienti a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Un dato sconcertante reso noto dal controllo dei carabinieri che hanno sanzionato la guida con il cellulare tra le mani, i motociclisti senza casco, la mancanza di assicurazione RCA.
Non è semplice invertire la rotta e modificare abitudini negative che si sono trasformate in regole non scritte. Non possiamo rimanere inermi e passivi mentre affonda la barca che fa acqua da tutte le parti. Uniamo le forze dei tanti cittadini silenziosi che vorrebbero la realtà diversa, cucita sulla persona umana, dove regna il rispetto della legge.
Si metta da parte la sfiducia e si alimenti la flebile fiammella che alberga, in ognuno di noi, di rivolta contro il degrado e l’inciviltà, facciamo nostre le parole di Don Lorenzo Milani: “a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”.
