09/03/2026
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Togliamo altre risorse al Sud, tanto non sanno spendere i denari

tagli al sud
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di Antonio Bianco

Togliamo altre risorse al Sud, tanto non sanno spendere i denari. È la vulgata targata Meloni-Salvini che in commissione bilancio e sul tema investimenti e infrastrutture alleggeriscono la spesa per lo Stato e sottraggono 2 miliardi dal costo del ponte sullo stretto, quantificato in circa 11 miliardi, recuperandoli dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027) spettanti alle regioni Sicilia e Calabria, aree sottosviluppate dell’UE. Fondo destinato allo sviluppo ed alla coesione territoriale nonché alla rimozione degli squilibri economici e sociali. Non si tiene conto che la Sicilia sopporta rilevanti costi per l’insularità che gravano sulla sua economia per circa 6 miliardi ingoiando circa il 7% del PIL. Inoltre si dimentica che il FSC non potrebbe essere dirottato su altre voci del bilancio dello Stato essendo un fondo destinato alle aree depresse.

Né l’UE mette becco nelle scelte dell’esecutivo italiano che ha mani libere e può disporre del FSC come ritiene più opportuno, così come altre volte ha fatto in passato. Il Sud deve rimanere la colonia dove si dovranno stoccare le scorie nucleari, che fornisce mano d’opera a buon mercato e consente al governo di drenare risorse finanziarie all’UE. Infatti dei 209 miliardi del PNRR, il 70% era destinato al Meridione, ma solo una percentuale non superiore al 40% sarà investita nel Sud. Area priva di infrastrutture moderne, senza l’alta velocità e con la disoccupazione doppia ed il reddito pro-capite che è la metà di quello del Nord. Oramai il paese diviso e disuguale marcia, senza speranza, verso il baratro senza fondo.

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