Senza pre-intese non si approva il Melonellum
Montecitorio - imm. web
La maggioranza di destra si divide tra pre‑intese di Calderoli e la riforma elettorale voluta da Fratelli d’Italia
di Antonio Bianco
La maggioranza di destra è in fibrillazione, la Lega impone l’approvazione delle pre-intese siglate dal ministro Calderoli nel novembre 2025 con le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria prima ancora della discussione in parlamento del Melonellum, la riforma elettorale voluta da Fratelli d’Italia. La maggioranza di destra è un campo di battaglia nel quale convivono contrapposizioni ed interessi divergenti che probabilmente saranno appianati per arrivare sino alla fine della legislatura. Le pre-intese sono la battaglia ultra trentennale della Lega, poco importa se rendono il Paese ancor più disuguale nel godimento dei diritti di cittadinanza. A sua volta il Melonellum vorrebbe ribaltare i sondaggi che vedrebbero vincente il campo largo con la vigente legge elettorale. La contesa è sul tema delle preferenze, volute da Fratelli D’Italia ma osteggiate dalla Lega e da Forza Italia che se fossero escluse esporrebbero la maggioranza a seri problemi di credibilità mentre all’opposto indurrebbero malumori e divisioni. Il tema divide anche il campo largo che vede AVS contraria alle preferenze mentre M5S e parte dei DEM favorevoli. È chiara la volontà di preservare le poltrone per il prossimo futuro mentre i problemi reali, incluso lo spopolamento del Meridione, non sono gli argomenti che fanno parte dell’agenda politica della maggioranza di governo.
