Non morti bianche ma omicidi sul lavoro
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A Sant’Anastasia la prima borsa di studio sulla sicurezza: tra memoria, denuncia e responsabilità collettiva
di Antonio Bianco
Sant’Anastasia (NA) – Si è svolta nella sala consiliare del comune di Sant’Anastasia la premiazione della prima borsa di studio sulla sicurezza dei luoghi del lavoro rivolta agli studenti delle scuole superiori del vesuviano. Alla manifestazione, promossa dall’Associazione “Caduti della Flobert”in collaborazione con la locale sezione ANPI e con l’Associazione “Fabbrica Vesuviana”, hanno partecipato gli studenti vincitori della borsa di studio ed i docenti delle scuole partecipanti; era invitati i carabinieri, la polizia di stato i rappresentanti degli organi di controllo e di vigilanza dei luoghi di lavoro.
Il tema della sicurezza sui luoghi del lavoro è stato sviluppato dagli studenti con padronanza delle norme giuridiche vigenti in materia e con un forte richiamo ai principi etico-morali indispensabili per umanizzare il mondo del lavoro.
Il dramma delle morti bianche, culminate nell’ultima strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolare, in provincia di Cosenza, è una scia di sangue quotidiana e silenziosa di persone invisibili che raccolgono fragole, ciliegie e verdura lavorando nei campi 12 ore al giorno per 2,5 euro l’ora e pagano ai caporali 5 euro per il trasporto ed altri 5 euro per l’alloggio. I loro stenti e le loro sofferenze sono diventati il nostro cibo quotidiano. Ogni giorno tre lavoratori sono sacrificati sull’altare della massima competitività in una società capitalistica vocata al solo profitto, costi quel che costi, inclusa la morte. Manca la volontà politica di affrontare alla radice questa strage dobbiamo mettere in campo tutte le strategie affinché il lavoratore non ritorni a casa in una bara.
