30/04/2026
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“Napoli, scontro sui tagli: le Municipalità si ribellano”

palazzo san Giacomo
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Napoli, quattro consigli municipali votano contro la riduzione di consiglieri e assessori. Tra accuse di demagogia, richieste di decentramento e timori per la partecipazione, il dibattito si accende. Il risparmio stimato: due milioni di euro.

di Paolo De Leo

Come direbbero negli Stati Uniti, i tacchini non votano per il Giorno del Ringraziamento, dove sono vittime sacrificali. A Napoli, invece, i consiglieri municipali non approvano il loro stesso taglio. Un voto puramente simbolico, perché il parere non è vincolante, ma nelle municipalità si è comunque sollevata una rivolta contro le “misure per il contenimento dei costi della politica”. È questa la delibera della giunta Manfredi, approvata a fine settembre, che prevede di ridurre il numero degli eletti da 30 a 24 e i membri della giunta da 4 a 2. Quattro parlamentini hanno già espresso parere negativo: la prima, seconda, settima e nona Municipalità. Un voto obbligatorio che però non influirà sulla riforma, ma che rappresenta un segnale politico importante.

L’umore nelle Municipalità è molto basso. Si sentono colpevoli di molti problemi. “Bisogna distinguere tra ridurre i costi e ridurre la democrazia partecipativa”, dice la delibera del consiglio municipale di Soccavo Pianura (9), che aggiunge: “È importante ridurre i costi della politica a tutti i livelli”. Un messaggio chiaro tra Palazzo San Giacomo e via Verdi. “La proposta – sottolinea la Municipalità 9 – non affronta bene il tema del decentramento amministrativo, né aumenta le funzioni e l’autonomia delle Municipalità”. Un richiamo al programma elettorale di Manfredi, che aveva promesso il decentramento. Il nodo è politico, non di principio. Tutte le maggioranze dei parlamentini seguono quella del Comune di Napoli, e la responsabilità è di chi governa la città. “L’aumento delle indennità nel 2022 per Sindaco e Giunta – avverte il consiglio di Soccavo Pianura – ha fatto aumentare anche i costi per tutti gli organismi, senza cambiare lo Statuto e il Regolamento delle Municipalità per bilanciare competenze e costi”. Non è un segreto: nelle municipalità si vive una vera pressione. Dopo l’annunciato taglio di consigli e giunte, è arrivata l’indagine della Corte dei Conti, che ha controllato i gettoni di presenza nelle commissioni per trovare possibili irregolarità.

Nonostante tutto, le Municipalità si oppongono con forza alla riforma. “La gente si allontana dalla politica”, denuncia la prima commissione della Municipalità 7 (Miano-Secondigliano-San Pietro a Patierno), che si definisce “primo interlocutore” dei cittadini. Enrico Platone, consigliere della rete Per alla Municipalità 2 (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, Porto, San Giuseppe), critica la “demagogia” in un post sui social e definisce la delibera comunale “inaccettabile perché non risolve il vero problema delle Municipalità, cioè i loro poteri”. “Nel programma presentato nel 2021 – spiega Platone – questo era un punto importante da affrontare”. Dal centro storico alle periferie, cresce il malessere. Dieci municipalità hanno 300 consiglieri, molti dei quali sono in rivolta. “La partecipazione non è un lusso – dice Giovanna Lo Giudice, consigliera Pd a Soccavo Pianura – e ridurre il numero dei consiglieri non significa risparmiare, ma togliere voce ai territori”. Anche lei chiede “una riforma seria del decentramento: più poteri e più risorse”, e invita a rivedere “tutto l’apparato politico in modo giusto, senza penalizzare solo chi è più vicino ai cittadini”. Il risparmio stimato dalla riduzione è di circa due milioni di euro. Un punto di vista pratico arriva da Emanuele Papa, consigliere della Lega al Vomero Arenella (5), che dice: “Meno sprechi e più efficienza sono valori che sosteniamo da sempre”. Però, “il taglio alla rappresentanza ha senso solo se porta vantaggi concreti ai cittadini”. Per Papa, quei due milioni “non devono sparire nel bilancio comunale, ma essere usati per migliorare i servizi gestiti dalle Municipalità”, come manutenzione, decoro, assistenza e verde pubblico. “Così si darebbe un segnale reale di quel decentramento amministrativo che da anni è solo sulla carta”, insiste il consigliere leghista. Resta da vedere se sarà davvero così.

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