Mayday, i pronto soccorso sono al collasso
Sono quotidiane le aggressioni, le malversazioni, le intimidazioni, da parte dei pazienti e dei loro familiari, nei confronti del personale del pronto soccorso territorio di brutali battaglie che, vedono soccombente il personale ospedaliero. Tanti sono i motivi di questa disastrosa situazione: la chiusura degli ospedali, la riduzione dei posti letti, le infinite liste di attesa, la riduzione del personale sottoposto a doppi turni, anche notturni, in giorni consecutivi, hanno reso la situazione insostenibile.
Manca un programma di riorganizzazione del settore sanitario, il medico di medicina generale dovrebbe essere il cardine della medicina territoriale che dovrebbe assicurare le prestazioni sanitarie di pronto intervento e di primo livello, necessarie a ridurre gli accessi inappropriati al pronto soccorso, destinato ai casi urgenti e complessi. Mancano gli ospedali di comunità quale struttura sanitaria di ricovero della rete di assistenza territoriale che dovrebbe svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero.
Gioco forza, il pronto soccorso, molti sono stati chiusi, è l’unico punto di riferimento per qualsiasi patologia, anche la meno grave, fatto che genera affollamento, confusione, e la convinzione, in ogni paziente, pure quello con il codice verde, di dover essere assistito prima degli astanti, nel caso opposto, scattano le aggressioni da parte di persone incivili e delinquenti. La ciliegina sulla torta è il pronto soccorso privato, fioriscono in Veneto insieme alle polemiche, si dedicano alle piccole urgenze e curano le persone solo se pagano. Si distrugge il SSN a tutto vantaggio della sanità privata, inclusa quella accreditata dal SSR.
Antonio Bianco
