L’ODORE E I RICORDI
di Silvana D’Andrea
Il nostro universo è immerso in odori .
Gran parte delle cose che ci circondano emanano odori, come anche le persone, ognuno delle quali, è dotata di un passaporto olfattivo, di un odore corporeo caratteristico, unico come le impronte digitali, una forma chimica che contraddistingue la nostra identità.
In amore e nell’attrazione sessuale l’olfatto ricopre una funzione fondamentale, gli odori personali hanno un indubitabile valore semiotico.
Diciamo che l’amore si scopre con il naso! Ci accorgiamo di amare una persona, quando di lei accettiamo gli odori più indiscreti, intimi, estremi. La annusiamo, senza rendercene conto, la scegliamo come amico o come amante o come compagno, con le corde del cuore che vibrano di piacere.
Gli odori naturali sono gli inesorabili e metafisici messaggi dell’amore e dell’odio, le più antiche forze della Natura. l’odorato Rimane la nostra sentinella, un interruttore della memoria, ha con l’orizzonte un rapporto cieco e aurale, la sua sagacità oltrepassa l’intuizione, rimane comunque il più potente rievocatore dei ricordi di un passato remoto innescato da odori e profumi.
La completezza e specificità dei messaggi chimici è tale che, per certi versi, si ritiene che la loro organizzazione e complessità superi qualsiasi sistema di comunicazione dell’uomo.
Ognuno conserva una preziosa eredità fatta di storie, racconti, legami, sentimenti, trasformati nel tempo, nascosti, scenari scomparsi che ricompaiono all’improvviso, con sensazioni di benessere. Noi siamo depositari di segreti intoccabili e inaccessibili per molti anni fino a quando l’odore dei luoghi ci risveglia e ci ritroviamo in un cerchio magico dai confini evanescenti in cui tutti aspiriamo a ritrovarci.
Un odore è un mondo…ed è anche un ricordo. Eppure è stato condannato alla marginalità, relegato all’ultimo scalino della gerarchia dei sensi! Un muto che sfugge alle maglie della rete linguistica e della conoscenza oggettiva- L’odorato anticipa la minaccia, identifica a distanza, assume la repulsione identificando la putredine dannosa, ma anche il delicato godimento dei sentori floreali. L’amore prevale e nei secoli passati, le donne isolate dalla società patriarcale, lasciavano le scie profumate, come fiori campestri; suscitavano fascino, inquietudine e l’intramontabile desiderio di amare.
fonte immagine: Sanihelp.it
