lettere alla redazione . “su Elly Schlein e il DDL Calderoli”
Pubblichiamo un contributo arrivato alla redazione de il confronto del Prof. Laccetti
di Giuliano Laccetti, ordinario Università degli Studi di Napoli Federico II
Molti interventi su questo magazine (recentissimi, quelli del prof. Bianco) sul tema autonomia differenziata. Vorrei portare un piccolo contributo che prende le mosse dalla inattesa e a mio avviso importante e significativa elezione di Elly Schlein a segretaria del NuovoPD. Già, perché la elezione di Schlein permette una prosecuzione sicura e convinta del disegno di Costituente, lanciata od onor del vero dall’uscente Letta, e appoggiata e voluta fortemente da Articolo UNO e molti altri esponenti del PD. Con Schlein le condizioni per una continuazione del percorso costituente per la creazione di un Nuovo PD, insomma, si fanno più favorevoli.
Dal punto di vista che ci interessa, quello dell’autonomia differenziata e della questione meridionale, Elly Schlein ha avuto sempre, a mio avviso, un interessante e convinto atteggiamento (a differenza, ovviamente, del suo avversario Bonaccini, fautore, più soft negli ultimi mesi, della oscena secessione dei ricchi).
Come molti di noi, sostiene che il ddl Calderoli è una proposta inaccettabile, che è diretta emanazione del secessionismo leghista. E’ una proposta che evita confronti con regioni e comuni nelle sedi opportune, scavalca il Parlamento; prevede di fissare (non attuare, si badi, fissare solamente!) con un Dpcm, i LEP, che invece riguardano questioni importantissime, i diritti fondamentali dei cittadini sull’accesso alla salute, ai trasporti, all’istruzione, e altro. Materie da trattare con ampia discussione nel Paese, e, ovviamente in Parlamento. Una proposta, quella di Calderoli (e del governo tutto?), che nel migliore dei casi cristallizza le disuguaglianze.
Questo tema, quello della spesa storica, in sostanza, è “cavalcato” anche, ahimé, da vari esponenti di sinistra e sedicenti progressisti, quando affermano “bisogna far sì che non aumentino i i divari tra Sud e Nord”. Non è un ddl emendabile, sostiene insieme con tanti di noi Schlein, va rigettato e basta, perché su queste questioni non possiamo scendere a compromessi.
Io penso che possa essere favorevole la segreteria Schlein per affermare, finalmente, la questione meridionale come grande questione nazionale, perché non c’è riscatto, non c’è sviluppo, dell’intero Paese, se non ci sono riscatto e sviluppo del Mezzogiorno.
Non è stato risolto ancora niente, certo, e aspetteremo al varco, per così dire, Schlein e il NuovoPD su queste questioni.
Mio personalissimo parere, possiamo essere un po’ più fiduciosi sulla evoluzione nel senso che piace a noi meridionalisti.
fonte immagine: espresso.repubblica.it
