Le disuguaglianze diventano programma politico
di Antonio Bianco
A breve saranno messi in rete i fondi destinati all’assunzione dei NEET (Not engaged in Education, Employment or Training), giovani entro i 29 anni che: non studiano, non si formano e non sono in cerca di lavoro.
In un paese diviso e diseguale, non si ripartiscono i fondi sulla base dei bisogni ma secondo il criterio della spesa storica. Si riproduce il copione oramai noto: i soldi vanno verso il Nord mentre si lascia quasi a bocca asciutta il meridione. In un paese privo di equità che ha assunto le disuguaglianze quale programma politico da conservare, anzi, da incrementare, che non si cura di ridurre la disoccupazione del Meridione che è doppia rispetta al Nord e con percentuali di NEET quasi tre volte maggiori dell’area più sviluppata del paese.
Al Veneto vengono erogati 8 milioni per i NEET pari al13% dei giovani, mentre alla Campania vanno 7,5 milioni con una percentuale di NEET del 27% ed una popolazione superiore a quella del Veneto. La notizia è fornita dal giornalista de Il Mattino, Marco Esposito, tratta dalla tabella dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, che mostra, ancor di più, quanto i meridionali siano stranieri in patria. Hanno il diritto di emigrare in cerca di lavoro o per curarsi, dalla colonia Sud si estraggono risorse umane ed economiche e, senza lasciare spazio alla fantasia, il governo punta allo spopolamento di questa area, a tutto vantaggio della locomotiva del Nord. Con la riduzione della popolazione, lo Stato Centrale giustificherà i minori investimenti per infrastrutture al Sud, reputandole eccessive rispetto ai bisogni e dirottando i fondi verso le aree più popolose e già fornite di efficienti servizi pubblici. Distruggono il patto costituzionale di uguaglianza e solidarietà, puntano alla frantumazione dell’unità e della coesione dell’Italia, oramai solo sulla carta uno stato unitario.
