10/03/2026
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L’autonomia regionale differenziata è a portata di mano della Lega & Co

draghi
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di Antonio Bianco

Draghi si è dimesso, si apre la crisi con il governo in carica per gli affari correnti. Vengono lasciati in sospeso passaggi fondamentali e delicati come: il PNRR, l’autonomia regionale differenziata, tanto cara alla Lega & Co., e l’approvazione della legge di bilancio entro il 31 dicembre del corrente anno essenziale per evitare l’esercizio provvisorio del bilancio.

Tutto sembra confuso, eppure la destra, uscendo dall’aula del senato prima del voto di fiducia al governo Draghi, non si è intestata la responsabilità della crisi, ha lasciando una apparente porticina aperta per possibili accordi in zona cesarini. Appare probabile che il centro-destra punti alle elezioni anticipate dopo le bacchettate inferte da Draghi alla Lega ed al M5S. Se così fosse il centro-destra, vincendo le elezioni, gestirebbe i soldi del PNRR e darebbe nuovo vigore all’approvazione del regionalismo differenziato, agognato dai padani da almeno trenta anni. In tal modo sarebbe calata la pietra tombale sulla Questione Meridionale, divenuta oramai un “affare” di esclusiva competenza della classe politica meridionale. 

Nel frattempo i partiti si preparano alla campagna elettorale per il probabile voto agli inizi di ottobre. Se così fosse, l’estate sarebbe ancora più rovente con la campagna elettorale svolta in agosto e con l’ennesima invocazione del voto utile.

Utile per chi?

Molto probabilmente per i pochi che vedranno aumentare i propri profitti in danno della collettività sempre più povera e fragile. È dietro l’angolo un ingigantirsi della sfiducia nei confronti delle istituzioni che potrebbe portare all’astensione record delegittimante per il parlamento, già ridotto a zerbino del governo. In queste ore Mattarella è impegnato a capire come indirizzare la crisi, sentirà i presidenti delle due camere e poi potrebbe sciogliere il parlamento consegnando al popolo l’ultima parola. Andiamo a votare con il senso di nausea ed i mal di pancia, la democrazia ha bisogno di partecipazione e non di astensione o di frasi fatte come: tanto sono tutti uguali. Dobbiamo ricordare che: la politica non spegne mai i fari e si interessa di noi anche se non votiamo. Questa scelta non risolvere i problemi e lascia sempre maggiori spazi a chi cura solo i suoi affari e non quelli della comunità. Sono in ballo altri 45 miliardi del PNRR per la fine dell’anno se il governo raggiungerà gli obbiettivi posti dall’UE. Non possiamo perdere questo treno.

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