17/06/2026
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L’abbandono scolastico è la palla al piede del Meridione

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di Antonio Bianco

L’occupazione giovanile è intimamente legata al titolo di studio che, a sua volta, è influenzato dal grado di istruzione dei genitori. Il 66,6% dei giovani ricompresi tra 25 e 34 anni hanno almeno un genitore laureato, il 42,7% hanno un genitore diplomato mentre scende al 12,7% con genitori che hanno il diploma di scuola media inferiore. Più frequente è l’abbandono scolastico dei giovani che hanno un genitore con il titolo di studio di licenzia media inferiore. Nel 2024, in Europa il 78% delle persone lavora, percentuale che si riduce al 59,1% per coloro che hanno il titolo di studio di scuola media inferiore mentre sale al 78,3% per i diplomati ed all’87,8% per i laureati. In Italia il tasso di occupazione è del 70% che scende al 55% per coloro che hanno concluso le scuole medie inferiori e sale al 70,1% per i diplomati ed al 84% per i laureati.

L’abbandono precoce dell’istruzione influenza il tipo di lavoro e la sua stabilità. In Europa il 9,8% delle persone di età compresa tra i 18 – 24 anni ha conseguito il titolo di studio della media inferiore. Di questi il 47,3% ha trovato il lavoro, il 30,1 cerca un’occupazione mentre il 22,6% è inattivo.  In Italia il 15,2% (UE è dell’11%) delle persone comprese tra 15 – 29 non studia, non cerca lavoro e non si forma (NEET). È uno dei valori più alti in UE con marcate differenze tra le due aree geografiche del Paese: Nord è il 15,5% nel Mezzogiorno il 34%. La povertà educativa è legata all’abbandono scolastico ed è causa di emarginazione, di occupazione saltuaria e meno remunerata, è più alta nelle famiglie con genitori che non lavorano oppure svolgono attività non qualificate, si riduce se i genitori sono diplomati o laureati. Il Meridione oltre ad essere afflitto dall’abbandono scolastico e dalla riduzione delle scuole di grado superiore, ha servizi pubblici inefficienti con infrastrutture inadeguate, fatto che rende il Sud un’area sempre meno ospitale vocata all’emigrazione dei giovani. Senza affrontare il nodo strutturale della Questione Meridionale e delle disuguaglianze, il Sud si spopolerà ed il danno colpirà l’intero Paese (Svimez, rapporto 2025 e Openpolis aprile 2026).

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