Il Paese delle disuguaglianze, emargina il Meridione
di Antonio Bianco
L’interlocuzione tra il governo e le regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia sul progetto di regionalismo differenziato mette in pericolo l’Unità e la coesione territoriale e renderà irreversibili le disuguaglianze tra le due macro aree del Paese. Il progetto di autonomia regionale è stato varato, nelle sue grandi linee, con l’ultima legge di bilancio e da notizie di agenzia si apprende che la Ministra Mariastella Gelmini ha predisposto la legge quadro che dovrà essere approvata dal Parlamento.
Nulla è dato sapere sul contenuto, i tempi e le modalità di attuazione della legge quadro nonché dell’impatto sulle malandate economie delle regioni meridionali. Nel contempo sono stati mandati in cantina i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), previsti dalla Costituzione e necessari a dar compimento al quadro normativo, al fine di garantire diritti minimi ed uguali anche ai meridionali. Invece, ancor oggi, le risorse finanziarie del bilancio pubblico allargato vengono ripartite con il criterio della spesa storica che premia il Nord dotato di servizi pubblici efficienti con 64 miliardi annui, da almeno venti anni, a discapito del Meridione abbandonato ad una lenta agonia e allo spopolamento.
Il governo nelle conferenze stampa ribadisce la volontà politica di destinare almeno il 40% del PNRR al Sud, pari a circa 80 miliardi, che, nella realtà, come denunciato dal presidente dello Svimez Adriano Giannola, ammonta a poco più di 26 miliardi.
Non è prevista, per i restanti fondi, la precisa destinazione territoriale per opere infrastrutturali indispensabili a mettere in moto il motore spento dell’economia Meridione senza del quale l’Italia non ripartirà. Le risorse finanziarie del PNRR sono indirizzate prevalentemente verso la presunta locomotiva del Nord che avrebbe dovuto trainare il Sud verso la crescita economica, teorema smentito miseramente dai fatti.
Il governo dei migliori prosegue su questa strada e nega ai meridionali i diritti di cittadinanza riconosciuti a piene mani al Nord bulimico e sprecone.
