Il Mezzogiorno è privo di rappresentanza in Parlamento
di Antonio Bianco
Soldi, soldi, tanti soldi in arrivo con il PNRR e le altre misure previste dall’UE e dallo Stato
centrale per risollevare dalle sabbie mobili il sottosviluppato Mezzogiorno. Duecento
miliardi sbandierati da Mara Carfagna, Ministra per il Sud e la coesione territoriale, con i
quali potremmo costruire ponti d’oro e strade lastricate di diamanti. Soldi che, se fossero
spesi entro il 2026, rimetterebbero in rete le inespresse potenzialità della colonia Sud
adibita a magazzino di extra lusso dal quale il Nord bulimico estrae personale altamente
qualificato e drena 64 miliardi annui.
Chi spenderà i 200 e passa miliardi se nei Comuni
Meridionali la pianta organica è ridotta all’osso? Chi coordinerà i vari interventi sui territori
comunali integrandoli con la rinascita dell’intera macro-area?
Domande, sin ora, senza
risposta che pongono seri dubbi sulla concreta possibilità di spendere le immense risorse
destinate al Meridione.
L’inattuata assunzione a tempo determinato di 2800 operatori specializzati è la goccia nel
mare in quanto mancano almeno 5 mila unità per avviare al minimo la macchina
amministrativa degli enti locali del Sud. Motivo per il quale la Carfagna ed il governo di
presunta Unità Nazionale hanno giustificato la riduzione dei fondi del PNRR dal 70%
(stabilito dall’UE e parametrati al basso reddito, all’elevata disoccupazione ed alla
popolazione rispetto al Nord) a meno del 40%, praticando un altro scippo ai danni dei
meridionali.
Un quadro dalle tinte fosche che potrebbe far presagire a consuntivo lo
spostamento dei denari non spesi verso i territori del Nord dotati di adeguato personale e
servizi efficienti. Le spregevoli disuguaglianze sociali restano invariate e sono state
aggravate, non solo, dalla pandemia ma anche dalla guerra tra Russia e Ucraina. A ciò si
aggiunga, non per ultimo, che manca in Parlamento un soggetto politico che difenda le
istanze dei meridionali e pretenda che la spesa pro-capite per i servizi sia uguale per ogni
cittadino in ogni parte del territorio italiano.
Nel contempo si continua con la spesa storica
a drenare risorse finanziarie destinandole al Nord bulimico dotato di molteplici ed efficienti
servizi, depauperando ulteriormente il tessuto sociale ed economico del Sud. Ora o mai
più si potranno riavvicinare le due Italia, diversamente il Sud resterà la colonia depredata
dal famelico Nord.
